Nicosia, riaperta al culto la chiesa di San Michele – FOTO & VIDEO

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A distanza di un anno dall’inizio dei lavori di restauro, lunedì 16 dicembre ha riaperto al culto la chiesa di San Michele Arcangelo, uno dei gioielli artistico-architettonici della città di Nicosia, la cui costruzione risale al XII secolo.

Nel mese di marzo 2019 dopo 40 anni era stata tolta l’impalcatura che ricopriva la torre campanaria della chiesa di San Michele, restituendo alla città uno dei tesori artistici nascosti e poco conosciuti. Proseguivano i lavori di restauro all’interno dell’antica chiesa da cui prende il nome l’intero quartiere.

Con i lavori ultimati, il 7 dicembre sono state trasportate dalla chiesa di Santa Lucia fino alla chiesa di San Michele le statue dei santi Michele Arcangelo, Isidoro Agricola e San Luca Casale, le statue sono state riposizionate al loro posto, insieme a quelle della Pietà, di San Pietro della Madonna di Lourdes e San Michele realizzata dal Gagini, insieme ai numerosi quadri che impreziosiscono la chiesa.

Presenti all’evento di riapertura le autorità civili e militari di Nicosia con in testa il sindaco, la giunta e diversi consiglieri comunali. Accolto dalla banda musicale, diretta dal maestro Giuseppe Tamburello, il vescovo della diocesi di Nicosia, monsignor Salvatore Muratore. Chiesa piena in ogni ordine di posto, con molte persone rimaste in piedi, una festa di quartiere ed una soddisfazione per i tanti parrocchiani legati a questa chiesa. Il vescovo ha celebrato una messa solenne che di fatto ha riaperto al culto l’antica chiesa del XII secolo.

A fine celebrazione ha preso la parola il parroco, don Felice Calzetta, che ha ringraziato tutti coloro che si sono prodigati per il restauro della chiesa e della torre campanaria, Grazie ad alcuni parrocchiani si è costituito un comitato che ha contribuito a completare il restauro della chiesa. La sottoscrizione è ancora aperta fino al 6 gennaio 2020. Padre Calzetta ha ringraziato coloro che fino ad oggi hanno contribuito con le loro donazioni a realizzare i lavori che hanno permesso di far riaprire la chiesa. I lavori all’interno della chiesa hanno permesso di restaurare i portoni, l’altare e le pitture, di ripristinare gli impianti di illuminazione, sonori e l’elettrificazione delle campane.

Intervento interessante quello della professoressa Mariaelena Costa, dell’Università di Catania, studiosa di storia locale, che ha ricordato come la chiesa di San Michele è fra le più antiche di Nicosia; secondo una tradizione preesisteva all’arrivo dei Normanni, ma in realtà essa fu eretta come priorato benedettino dal Conte Ruggero: il sovrano, in uno con il quartiere (in quanto casale suburbano con destinazione artigianale, in particolare per la produzione di concerie), la donò ai Benedettini di Lipari-Patti, principali fautori della colonizzazione lombarda della Sicilia, ai quali apparteneva già nel 1137. La chiesa divenne Parrocchia nel XIV secolo; l’arcivescovo di Messina, monsignor Manfiolo, nel 1388 le assegnò due cappellani e, per mancanza di monaci, allora la chiesa fu affidata al clero secolare, come si deduce dall’explicit del Messale gotico (scritto nel 1346). Nel 1511 il cardinale Isvalios, assegnando 14 cappellani alla Matrice di S. Maria Maggiore, vi incluse i due di San Michele che restava “in comunia unita e connessa con S. Maria”: il suo parroco fece parte del Capitolo della Collegiata sino alla sua soppressione.

L’interno della chiesa conserva l’originaria struttura a tre navate con dieci colonne di pietra, che sorreggono gli archi a doppio raggio. Il campanile invece fu costruito nel XV secolo ed è l’opera che da oltre 40 anni era coperta da una pericolosa impalcatura marcia. Così come relazionarono nel 2010 i tecnici del Genio civile, il cui intervento fu richiesto dalla giunta Catania.

Sul dettaglio dei lavori svolti si è soffermato l’architetto Salvatore Picone. Il progetto esecutivo di riqualificazione urbana, consolidamento statico e restauro conservativo della chiesa di San Michele è stato redatto dagli ingegneri Salvatore Castrogiovanni e Salvatore Milici, dagli architetti Salvatore Picone e Felice Castrogiovanni e dal geometra Giuseppe Castrogiovanni.

Per questo intervento nel mese di settembre 2015 la Parrocchia di San Michele aveva predisposto il progetto per il restauro e la messa in sicurezza della chiesa di San Michele, per un importo di 800 mila euro, che prevedeva tra l’altro il recupero del celebre campanile. Nel mese di giugno 2018 sono stati assegnati, tramite procedura negoziata, i lavori alla ditta Spallina Lucio s.r.l di Gangi che se li è aggiudicati con un ribasso del 32,7469 % per un importo complessivo di 407.123,28 euro. Gli interventi di restauro e conservazione sono stati effettuati sulla torre campanaria, sul transetto, nella cappella del S.s. Sacramento e nella cappella di San Michele.

A fine serata è stato offerto un rifresco a tutti gli intervenuti.

 


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Sergio Leonardi

Sergio Leonardi è un giornalista nato a Messina. Laureato nel 1992 in Economia e Commercio. Con la passione per la statistica, informatica, storia, sport e politica. Tra i fondatori di telenicosia.it

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