Nicosia, vedova senza sostentamento protesta davanti al Comune

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Ormai da diversi giorni con qualsiasi temperatura e condizioni atmosferiche, la signora Georgeta Stanciulescu, cittadina italiana, ma di origini rumene, protesta davanti all’ingresso del palazzo comunale. La signora, vedova da meno di un anno, era sposata da 13 anni con il dipendente comunale Franco Notararigo, ex fontaniere in comando presso il gestore idrico Acquaenna.

Per diverse complesse questioni burocratiche la signora Stanciulescu non percepisce alcuna pensione di reversibilità e nemmeno alcun sostegno al reddito, non è in grado di poter pagare le bollette e rischia nei prossimi giorni di rimanere senza le utenze domestiche che verranno staccate per morosità dai gestori.

La signora ci ha raccontato in modo molto concitato le sue vicende legate al lavoro del marito, uno dei cinque fontanieri coinvolti nella nota vicenda che li vide protagonisti di un contenzioso tra Comune di Nicosia ed Acquaenna nel 2014. Francesco Notararigo fu assunto negli anni 90 con regolare concorso dal Comune di Nicosia, con l’entrata in vigore degli Ato idrici era stato comandato insieme ai suoi quattro colleghi presso Acquaenna. Nel gennaio 2014, il gestore Acquaenna, aveva comunicato al Comune di Nicosia di non voler più in carico i cinque lavoratori, il Comune nel mese di novembre 2013 aveva rinnovato il comando presso il gestore fino al 31 dicembre 2014. I lavoratori pur presentandosi al lavoro regolarmente non venivano impiegati in nessuna mansione. Il Comune poneva una soluzione, ovvero il transito definitivo come dipendenti di Acquaenna, i fontanieri rifiutavano questa proposta ritenuta non idonea per diversi motivi, innanzitutto quali vincitori di un regolare concorso pubblico avevano diritto, dopo diversi anni di servizio, a scatti di anzianità e a livelli contributivi e retributivi che rischiavano di andare persi o ridotti notevolmente in caso di passaggio ad un ente privato. Il Comune di Nicosia dal canto suo non poteva farsi carico all’interno del suo organigramma di altri cinque lavoratori a tempo indeterminato, se non rimodulando l’intera pianta organica e riaffidando altri incarichi ai cinque lavoratori.

La vertenza finì, come era prevedibile, nelle aule dei tribunali, aprendo di fatto un contenzioso tra i cinque lavoratori ed il Comune, nel ricorso presentato al Tribunale di Enna i lavoratori chiedevano di annullare la delibera di giunta che li trasferiva ad Acquaenna, il giudice diede però ragione al Comune di Nicosia ed i lavoratori per tutto questo tempo sono rimasti in un limbo, senza lavoro e senza stipendio.

A fine marzo 2017 è arrivata la svolta, il giudice del lavoro di Enna decise che dovevano riprendere a lavorare presso il gestore idrico Acquaenna, il giudice ordinò l’immediata immissione in servizio con la conservazione dei diritti acquisiti ed il mantenimento dello status giuridico ed economico maturato presso l’ente di provenienza. Il 2 maggio 2017 a distanza di 40 mesi tornarono a lavoro.

Purtroppo le condizioni fisiche di Notatarigo nel frattempo peggiorarono, non presentandosi al lavoro nell’aprile 2018 Acquaenna lo licenziò e nel mese di giugno morì senza aver maturato a quanto pare il periodo minimo previsto per ottenere la pensione.

La vedova a questo punto non ha alcun sostegno economico, si è rivolta in questi mesi a patronati, avvocati ed ai servizi sociali del Comune, ma ad oggi non ha ricevuto risposte ed ha deciso di intraprendere questa pacifica protesta in attesa che qualcuno prenda in carico le sue richieste, dia delle risposte certe e soprattutto possa risolvere positivamente questa vicenda.

 


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