Un momento intenso di comunione e dialogo tra confessioni cristiane diverse ha scandito la serata di giovedì 22 gennaio 2026 nella chiesa di San Vincenzo Ferreri, dove si è svolta una veglia ecumenica di preghiera per la pace. L’iniziativa, inserita nella Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, è stata promossa dall’Unità Pastorale Santa Maria Maggiore – San Michele Arcangelo.
La celebrazione ha riunito fedeli e ministri di diverse tradizioni nel segno dell’ascolto reciproco e della comune invocazione del dono della pace. La veglia si è sviluppata in tre momenti, distinti ma collegati tra loro da un gesto simbolico: l’offerta di lampade accese, portate all’altare da tre famiglie appartenenti a confessioni differenti, come segno di un cammino condiviso e di una luce capace di superare le divisioni.
Il primo tempo, dedicato a “La fede che genera la pace”, è stato guidato dal reverendo Alain Gentil, teologo e pastore protestante, che ha indicato nella fede la radice autentica della pace: una forza che trasforma il cuore e apre all’incontro con l’altro, nella fiducia e nell’ascolto della Parola di Dio.
Il secondo momento, incentrato su “La speranza che genera la pace”, è stato affidato a don Filadelfio Scandurra, parroco dell’Unità Pastorale. Nel suo intervento ha richiamato il fondamento cristiano della speranza in Gesù Cristo e il valore del Battesimo come chiamata a diventare testimoni della fede: nel Battesimo di Gesù, ha ricordato, si manifesta la salvezza offerta a ogni uomo, che rende ciascuno figlio amato e unico di Dio e lo invia a vivere e diffondere la pace.
Il terzo tempo, “La carità che genera la pace”, è stato proposto da padre Demetrescu Bogdan, pastore della Chiesa ortodossa, che ha indicato nella carità la via concreta e quotidiana per edificare la pace: gesti di accoglienza, servizio e amore capaci di rendere visibile una fraternità autentica.
Alla veglia hanno partecipato anche i diaconi Carmelo Vitale, Mariano Cipriano e Luciano Fichera, contribuendo al clima di preghiera e comunione. Presente inoltre il pastore avventista Enzo Caputo, segno di un percorso ecumenico che in città appare sempre più aperto e condiviso.
La celebrazione si è conclusa in un clima di raccoglimento e gratitudine. Un’esperienza che, nel solco della Settimana per l’unità dei cristiani, ha lasciato un messaggio chiaro: quando fede, speranza e carità vengono vissute insieme, possono davvero generare pace e diventare luce per le comunità e per il mondo.
