Nicosiani al tempo della guerra: Mita Trovato, Costanza Bruno e Maria Cirino

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Cinque  anni fa a Nicosia, in occasione della giornata della memoria, è avvenuta la scopertura di una lapide. Tale lapide, situata nella Piazzetta Elena presso l’Istituto che ancora a quei tempi ospitava le Suore Canossiane, è dedicata alla memoria di Mita Trovato, vittima civile a Nicosia durante quei tragici eventi dello sbarco anglo americano in Sicilia del 1943. Sulla figura di Mita Trovato e quindi la testimonianza di quegli eventi, c’è un testo del liceo Fratelli Testa cui ho avuto l’onore di curare assieme alla prof.ssa Maria Rosa Arrigo e dal titolo “La guerra tra noi”. Nella speranza che questo testo sia ancora reperibile, invitando altrimenti la scuola a renderlo tale perché frutto della memoria comune e quindi tale frutto deve rimanere comune e non “a esaurimento scorte” per come ormai si tende a ragionare nella società odierna, l’occasione mi è gradita per dare due informazioni storiche su quei tragici giorni.

Gli Americani, sbarcati il 10 Luglio in Sicilia presero Nicosia il 28 luglio senza grandi operazioni militari in quanto la linea difensiva si era attestata a Troina (celebre sarà quella battaglia che si avrà agli inizi di Agosto).

A Nicosia, oltre alla figura di Mita Trovato, vi sono due altre martiri “famose” della guerra: le due Crocerossine Costanza Bruno e Maria Cirino morte a seguito di un bombardamento.

Di Nicosia è interessante ricordare un altro singolare evento, ovvero la “caduta” della gloria del Generale Patton, avvenuto presso la contrada San Giacomo dove era stato approntato l’ospedale da campo numero 15. Lì si trovava un soldato semplice che, a causa di una crisi di nervi, normale in quelle situazioni, si rifiutava di combattere. Patton, che non era una persona molto “pacata” (per usare una litote), schiaffeggiò il soldato, umiliandolo e aggredendolo verbalmente. Tutto ciò costò al generale un richiamo dallo stesso Eisenhower, capo delle azioni militari in Europa, e quindi l’incrinarsi del suo onore militare.

Insomma, Nicosia è una località ricca di storie e ogni singola pietra nasconde un richiamo ad un evento o ad un ricordo. È quindi molto triste pensare che un domani Nicosia, la terra delle cento e passa chiese, dei tre santi, dei 24 baroni e di tutte queste micro storie che rappresentano il DNA nostro, possa un giorno restare disabitata, con il ricordo affidato a nessuno. E quel domani, oltre al tacere, purtroppo, saremo condannati anche all’oblio. Speriamo che come Patton, dopo più di 75 anni, riusciremo a far crollare i sogni di questa società nichilista che vuole svuotare queste realtà e creare alberi senza radici.

Alain Calò

 


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