“No pregiudizi, ora voliamo alto per il rilancio”

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Bonomi all'attacco, Conte: No pregiudizi, ora voliamo alto per il rilancio


di Alessandra Testorio


Nonostante i segnali di pace lanciati dal premier Giuseppe Conte agli industriali, Confindustria non sembra intenzionata ad abbassare i toni e al tavolo degli Stati generali di oggi mette nuovamente in fila errori, disfunzioni e inefficienze di uno Stato che di fatto rallenta e rende difficile uno sviluppo adeguato dell’economia tanto più necessario ora alla luce della pesante crisi post Covid 19. Un duello annunciato, quello tra Conte e Bonomi, già scettico quest’ultimo sull’esito del confronto e su un piano di rilancio di fatto più simile ad uno schema ancora, che ad un ‘business plan’. E che da giorni picchiava duro su un governo e contro una politica dei tanti annunci e dei pochi fatti ma soprattutto responsabile di quel vento fortemente anti-industriale tornato, per viale dell’Astronomia, a spirare in maniera importante nel Paese.



Così poco dopo essersi accomodato al tavolo del Casino del Bel Respiro di villa Pamphili, Bonomi gira subito al governo una richiesta raggelante: “Chiedo l’immediato rispetto per la sentenza della magistratura che impone la restituzione di 3,4 miliardi di euro di accise dell’energia, impropriamente pagate dalle imprese e trattenute dallo Stato nonostante la sentenza della Corte di Cassazione che ne impone la restituzione”, spiega in un tweet inviato mentre è in corso il confronto. A cui ne segue un secondo non meno duro: “l’impegno contro una nuova dolorosa recessione può avere successo solo se non nascondiamo colpe ed errori commessi da tutti negli ultimi 25 anni. Ora si onorino i contratti/debiti verso le imprese “.


E poi la cassa integrazione e tutta la confusione e l’incertezza nell’erogazione del sostegno fornito dal governo ai lavoratori e alle imprese e che ha avvelenato i giorni passati: “La Cassa integrazione è stata anticipata in vasta misura dalle imprese e così sarà per ulteriori 4 settimane. Gravi ritardi anche per le procedure annunciate a sostegno liquidità. Le misure economiche italiane si sono rivelate più problematiche di quelle europee”, accusa sempre via tweet. Per poi chiarire il modello economico di riferimento a cui guarda viale dell’Astronomia: “Confindustria – dice- non crede in uno Stato cattivo contrapposto al privato buono. Ciò che chiediamo è una democrazia moderna con istituzioni efficienti e funzionanti, cioè con una Pubblica Amministrazione “buona”, come già indicato e chiesto dal Governatore di Bankitalia”. Ma il governo evita lo scontro diretto, assicura che sulle accise si troverà una soluzione, ma, intanto, ribadisce l’obiettivo: quello di volare alto per rilanciare il Paese.


E Conte recita una sorta di ‘mea culpa’ per gli scogli più duri per l’attuazione del piano di rilancio e ricorre all’ironia per sdrammatizzare il clima. “Non c’è nessun pregiudizio da parte del governo, possiamo avere diversità di opinioni e valutazioni, ci sta, ma qui – evidenzia – non c’è nessun pregiudizio ideologico. Preservare l’impresa e metterle in condizione di poter affrontare vigorosamente e in modo resiliente uno shock come questo è una priorità del nostro Paese, altrimenti non andiamo da nessuna parte”, spiega subito facendo sì ammenda “di eventuali carenze che si stanno dimostrando” insieme all’umiltà “di ammettere ritardi ed errori” ma senza per questo dover pagare per tutti i governi precedenti.


“Non possiamo essere chiamati a rispondere di carenze strutturali che il sistema Italia si porta dietro da circa 20 anni”, puntualizza. E ricorda a tutte le imprese presenti :”se il nostro Paese è da tanti anni che in termini di prodotto interno lordo o produttività è al di sotto della media europea forse è perché evidentemente ci sono problemi strutturali che si trascinano e che purtroppo in Italia ancora non siamo ancora riusciti a risolvere”, annota ancora. E tornando al piano, Conte scherza: “In questo progetto che avete davanti voi troverete anche una misura che il dottor Bonomi ci voleva ‘rubare'”, dice indicando il piano di transizione 4.0 e quello 4.0 plus. L’obiettivo infatti è quello di tendere una mano a Confindustria, al mondo delle imprese in generale, inaugurando una stagione di nuova collaborazione “ampia e costruttiva” perché il governo vuole una “risposta economica che sia all’altezza della sfida, e che possa sventare ogni minaccia di ripiegamenti autarchici”, scandisce.


“C’è una nuova realtà economica e sociale che ci impone dei ripensamenti, che ci impone un colpo di reni e di elevare ancor di più il livello di ambizione della nostra azione. Vogliamo avere un confronto ampio e costruttivo, vi chiediamo suggerimenti su queste proposte, valutazioni e critiche. Se sono critiche costruttive ci aiuteranno a migliorare questi progetti, se invece sono critiche negative, più radicali, ci consentiranno di fermarci un attimo a pensare e valutare, sarà uno stress test per valutare se davvero quel progetto riterremo di continuare a portarlo avanti. Ma sicuramente ci torneranno utili”, dice ribadendo che “non è il momento di piangerci addosso ma di rilanciare il Paese”, Appuntamento per tutti comunque la settimana prossima, con la versione finale del piano di rilancio .

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.



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redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.

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