nuova ondata di vendite in avvio di settimana

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Ftse Mib sotto quota 15 mila, spread a 260 pb


Altra giornata di forti vendite per i listini europei nonostante la decisione a sorpresa della Federal Reserve di azzerare il costo del denaro e di varare un nuovo piano di Quantitative Easing da 700 miliardi di dollari per acquistare Treasury e mutui cartolarizzati. Forse, rilevano dalle sale operative, è proprio la tempistica (fra tre giorni ci sarebbe stata una riunione programmata, non era possibile aspettare?) e la magnitudo (taglio di un punto percentuale) dell’intervento ad aver spaventato gli operatori. Inoltre, inizia a serpeggiare il timore che la munizioni a disposizione dell’istituto con sede a Washington non siano più così numerose.


Sempre dalla capitale statunitense è arrivata la notizia che il Fondo monetario è pronto a mettere in campo fino a mille miliardi di dollari per aiutare le economie, in particolar modo quelle dei Paesi in via di sviluppo ed emergenti, a fronteggiare gli effetti nefasti dell’avanzata dal Coronavirus.



In questo contesto, il Ftse Mib, che nel corso della prima parte ha registrato stop alle contrattazioni per praticamente tutti i titoli, ha terminato in rosso del 6,1% a 14.980,34 punti. Andamento ovviamente opposto per lo spread Btp-Bund, tornato in quota 260 punti base.


Sul paniere delle blue chip la performance peggiore è stata registrata dalle azioni Fiat Chrysler, in rosso del 14,46% nel giorno dell’annuncio dello temporaneo stop alla produzione negli stabilimenti italiani di Melfi, Pomigliano, Cassino, Mirafiori, Grugliasco e Modena. Il provvedimento di chiusura degli stabilimenti riguarderà anche l’impianto serbo di Kragujevac e quello polacco di Tychy.“La sospensione temporanea, che sarà in vigore fino al 27 marzo 2020, rientra nell’implementazione di un’ampia serie di azioni in risposta all’emergenza COVID-19 e consente al Gruppo di rispondere efficacemente all’interruzione della domanda del mercato garantendo l’ottimizzazione della fornitura”, riporta la nota emessa dalla casa automobilistica.


Contrazioni a due cifre anche per UniCredit (-12,58%), Telecom Italia (-12,3%), Leonardo (-12,13%), Mediobanca (-11,59%), Azimut (-11,3%), Ubi Banca (-10,65%), Exor (-10,1%) e Banca Generali (-10,07%).


Giornata particolarmente difficile anche per Atlantia (-7,17%) sotto scacco a causa della vicenda legata alla concessione autostradale, passata in secondo piano a causa del Coronavirus, e al crollo del traffico sulla rete autostradale e negli aeroporti. Secondo i dati diffusi dalla stessa società, nell’ultima settimana il traffico sulla rete di Autostrade per l’Italia è sceso del 40,5% rispetto a un anno fa.


Forti flessioni anche nel comparto energetico (-6,06% di Eni, -4,23% per Saipem, -6,48% per Tenaris) in scia del nuovo tonfo del greggio, in calo in corrispondenza della chiusura delle piazza europee, del 10,6% a 31,68 $/barile.


Tra i pochi titoli che hanno chiuso in positivo troviamo Ferragamo (+3,64%), Juventus (+1,97%), Buzzi (+0,68%), Snam (+0,37%) e Prysmian (+0,26%). (In collaborazione con money.it)

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.



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redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.

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