Oasi Maria SS. di Troina, personale sanitario: “Restate a casa e ce la faremo!”

Condividi l'articolo su:
  •  
  •  
  •  
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

 

C’è chi, per esorcizzare la paura o più semplicemente per assurda incoscienza, organizza incontri sui tetti dei palazzi, per arrostire carne e ballare insieme ai condomini, approfittando delle belle giornate di sole, dimenticando che questo genere di socializzazione al momento, non solo è vietata dalle misure restrittive legate all’emergenza Covid-19, ma soprattutto è pericolosa, perchè può significare nuovi contagi e entro due settimane far risalire le curve nei grafici e prolungare la quarantena.

Forse molti non percepiscono che il pericolo è vicino e non si può riconoscere, potrebbe celarsi persino dietro un volto amico.

C’è chi si lamenta perchè ha guardato tutte le serie su netflix, perchè  non può andare in palestra, al cinema, al teatro, al parco, in piscina, all’aperitivo con gli amici…

E poi ci sono loro… li chiamano “eroi”, perchè sono i nostri soldati in trincea, quelli che, spesso senza misure adeguate, si sono trovati ad affrontare la pandemia… quelli che dopo ore di mascherine strette sul volto ne corsevano il segno e mostrano mani ferite dai prodotti utilizzati per disinfettare… quelli che soffrono perchè i dpi impediscono di sorridere ai pazienti mentre il sorriso è importante per instaurare un rapporto con chi sta male, per tranquillizzare chi ha paura, per trasmettere umanità… quelli che chiamano i parenti con un tablet per far sentire meno solo chi non può ricevere visite … quelli che in questo periodo hanno visto, senza poter impedirlo, troppi pazienti morire da soli, senza una carezza, senza baci, senza estrema unzione per i credenti, senza un degno funerale… quelli che rischiano la vita e … che purtroppo spesso la perdono…

Oggi riceviamo e pubblichiamo un contributo per la nostra rubrica “Al tempo del corona” che ci giunge da alcuni lettori che prestano  il proprio servizio a poca strada da Nicosia, a Troina, presso l’Associazione Oasi Maria Santissima.

Alcuni di loro non solo non hanno potuto festeggiare la Pasqua in casa, ma non vedono la propria famiglia da mesi, perchè non rientrano per paura di contagiare i propri cari.

Sono a contatto con pazienti covid-19, come molti altri medici e infermieri in tutta Italia e nel mondo. Ma a Troina, oltre alle difficoltà che derivano dalla carenza dei dpi, oltre l’ansia dell’attesa dell’esito di un tampone, si vive anche la sofferenza di pazienti speciali, perchè non solo afflitti dai sintomi del coronavirus, ma pure legati a cartelle cliniche che parlano di ritardo mentale o involuzione cerebrale senile.

E quello che colpisce è che, nonostante la stanchezza e il lavoro estenuante dell’ultimo periodo il contributo che ci spediscono ci regala solo i loro sorrisi, la loro speranza, la loro forza…

A queste persone, va il nostro rispetto. Ogni messaggio, ogni contributo serve per ricordare loro che sono importanti e che sono il nostro orgoglio.

Questo il messaggio a loro rivolto dalla direzione dell’Asp di Enna:

<<Il loro sguardo, colmo di speranza e gratitudine, che ha incontrato i vostri occhi stanchi sarà il riconoscimento più profondo e vero che serberete nel vostro cuore per sempre, più forte di ogni paura e stanchezza.

Esso mancherà, e mi spiace per loro, a quanti hanno preferito fuggire dal rispetto che avrebbero dovuto portare a se stessi e dal senso del dovere che hanno perduto l’occasione di testimoniare ai propri figli.

I vostri figli, le vostre famiglie, potranno essere orgogliosi di voi. Noi lo siamo.

Francesco Iudica,

Sabrina Cillia

Emanuele Cassarà>>

 

 

#AltempoDelCorona

#DistantiMaUniti

 


Condividi l'articolo su:
  •  
  •  
  •  
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Maria Teresa La Via

Maria Teresa La Via, giornalista nata a Nicosia, attuale direttore di TeleNicosia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: