Operazione antidroga dei carabinieri della compagnia di Nicosia, arrestati due coltivatori di Paternò

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A distanza di poco meno di una settimana dal precedente rinvenimento di una piantagione, i Carabinieri del Comando Compagnia di Nicosia e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”, portano a termine un’altra operazione antidroga.

Ancora una a volta a cadere nella rete sono stati due catanesi il 34 enne Salvatore Massara e il 27 enne Francesco Palumbo, entrambi coltivatori di Paternò. I due gestivano un terreno, dell’estensione di 3500 mq e di proprietà del Massara, con all’interno 180 piante di cannabis, nella contrada Iazzo Vecchio del Comune di Centuripe, alte circa 2 metri ognuna, robuste ed in avanzato stato di maturazione. L’operazione è scaturita da una prolungata attività di osservazione e di controllo sul territorio dei Carabinieri della Stazione di Centuripe e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”.

All’interno del frutteto vi erano le piante di cannabis ed un casolare, apparentemente abbandonato, risultato poi essere il luogo della lavorazione dello stupefacente.

Subito dopo il rinvenimento della piantagione, sono iniziati i servizi di osservazione dei Carabinieri durati un paio di settimane, fino quando nel corso della mattinata del 31 luglio, i militari, appostati a debita distanza, hanno visto giungere presso l’area interessata i due uomini a bordo della propria autovettura che si dirigevano verso la piantagione adoperandosi nella cura delle piante.

I due coltivatori, bloccati dai Carabinieri, non opponevano resistenza e venivano condotti presso la Caserma del Comando Compagnia di Nicosia per le incombenze di rito. Il controllo effettuato all’interno del casolare permetteva di portare alla luce un vero e proprio laboratorio per la produzione ed il confezionamento della marjuana.

La coltivazione risultava essere irrigata da un impianto ben articolato e l’acqua per l’irrigazione veniva prelevata da due cisterne per mezzo di una pompa idrovora.

Dopo le incombenze di rito gli arrestati sono stati condotti presso il proprio domicilio in regime di arresti domiciliari, come disposto dal pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Enna..

L’intera piantagione è stata posta sotto sequestro per i successivi accertamenti di laboratorio che determineranno la quantità di principio attivo della sostanza.

Gli interessi economici, infatti, sono notevoli: si stima che la piantagione, a completa maturazione, avrebbe fornito un ricavo in oltre 50 mila euro.

Ulteriori indagini sono in corso per accertare eventuali responsabilità in carico ad altri soggetti.

Dal giugno del 2014 ad oggi la Compagnia di Nicosia ha rinvenuto 2665 piante di marijuana e tratto in arresto 16 persone nella maggior parte dei casi di Catania e provincia.

 


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