Ordinanze Regioni prorogabili ma non su attività produttive

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Ordinanze Regioni prorogabili ma non su attività produttive


Le Regioni che lo ritengono opportuno possono prorogare autonomamente le ordinanze per contenere il Covid-19, salvo per le attività produttive: su queste spetta al governo l’ultima parola. Questo, stando a quanto appreso dall’Adnkronos da fonti di governo presenti all’incontro, uno degli aspetti emersi durante la riunione tra il premier Giuseppe Conte e le Regioni sull’emergenza coronavirus. Un appuntamento contraddistinto dall’appello del premier all’unità e alla correttezza, nonché alla collaborazione istituzionale, e focalizzato sulle misure da mettere in campo, fianco a fianco, anche in futuro. Le stesse fonti riferiscono di un clima “costruttivo e positivo”.


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E’ stato poi Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, a spiegare su Facebook che la videoconferenza con il premier Conte è stata “un’occasione per fare il punto sulle misure restrittive prorogate dal Governo con l’ultimo Decreto al 13 aprile. In particolare, a nome delle #Regioni ho posto e viste accolte tre questioni cruciali. La prima è la possibilità di veder prorogate fino alla stessa data le ulteriori misure restrittive introdotte dalle Regioni in considerazione delle specifiche condizioni territoriali del contagio”.


Nel caso dell’#EmiliaRomagna, aggiunge, “come avevo già annunciato ieri, a fianco del contenimento dell’attività commerciale – le chiusure dei mercati, le limitazioni nel week end per le tipologie merceologiche non alimentari, la sospensione integrale nelle domeniche – si trattava di prorogare anche le misure più stringenti in vigore per le province di #Piacenza e di #Rimini, nonché per il Comune di #Medicina, nel bolognese, che pure esce dal regime di cosiddetta ‘zona rossa’”.


“Per questa ragione, d’intesa col ministro della Salute – prosegue – questa sera ho provveduto a firmare un’ordinanza che estende la portata di queste specifiche misure fino al 13 aprile. La seconda questione rilevante è relativa non ai tempi – da determinare sulla scorta delle indicazioni della comunità tecnico-scientifica – ma alle modalità con cui organizzare, quando sarà il momento, la riapertura graduale delle attività economiche, a partire dalle realtà produttive. In questo caso abbiamo proposto e ottenuto dal Governo di dar vita ad una cabina di regia, col coinvolgimento delle Regioni, che organizzi le prescrizioni e le modalità con cui questa riapertura potrà avvenire“.


“Infine, ma non da ultimo, la necessità di definire misure economiche e sociali le più condivise per sostenere la ripartenza del #Paese. Queste misure saranno concordate a partire da un ulteriore incontro previsto per domani, dove discuteremo non solo degli emendamenti al cosiddetto decreto ‘Cura Italia’, ma dei contenuti del prossimo decreto di aprile. Esprimo soddisfazione per aver visto accolte tre questioni importanti, a riprova della reciproca volontà di collaborare tra Governo e Regioni per affrontare nel modo più unitario ed efficace una sfida difficile che investe tutto il Paese e che non ammette né polemiche né sterili discussioni sulle reciproche prerogative. Ciascuno faccia bene il proprio mestiere, questo si aspettano i cittadini”, conclude.

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