Pagana (Attiva Sicilia): “Sulle vicende dell’ATI idrica di Enna ed il caro bollette, non servono scontri, ma serve soluzione finanziaria con intervento della Regione che compensi le omissioni politiche del 2004 verso i cittadini dell’Ennese”

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ARTICOLO PUBBLICATO IL 24 Marzo 2021

Quando lo scorso dicembre ho chiesto l’audizione in IV Commissione Ars, l’obiettivo era quello di avere un quadro chiaro sulla situazione delle infrastrutture e idriche e dei costi che i cittadini dell’Ennese sostengono in bolletta. In quel momento – spiega Pagana – si era acceso il dibattito tra i sindaci dell’ennese, alcuni a favore della riduzione della tariffa sacrificando gli investimenti, altri a favore degli investimenti per ammodernare la rete idrica senza la riduzione in bolletta di circa il 5%. Oggi la discussione torna ad animarsi ma credo che l’approccio al problema debba essere diverso rispetto alle attuali argomentazioni”.

La parlamentare il 10 dicembre aveva presentato la richiesta di audizione in Commissione Ambiente dell’assessore all’Energia, dell’ATI idrico di Enna e del gestore del servizio AcquaEnna S.c.p.A, audizione che si era poi tenuta una settimana dopo.

Ho sempre sostenuto che, per attivare un processo virtuoso di investimenti e conseguente miglioramento delle infrastrutture, è necessario uscire dalla logica di tagliare da una parte, in questo caso gli investimenti, per aggiungere da un’altra e che, piuttosto, serve la capacità di utilizzare ogni risorsa per arrivare ad un sistema che garantisce i cittadini, sui quali non può e non deve ricadere il costo di interventi che migliorano l’intero sistema idrico regionale, contribuendo a porre fine agli sprechi ed alle perdite, aumentando la capacità di captazione delle acque. Gli sprechi sono ormai al centro del dibattito mondiale sulla necessità di tutelare l’acqua, bene primario per la vita sul pianeta. Dei sistemi virtuosi – prosegue – beneficia l’intero sistema delle acque e l’intera comunità siciliana, quindi non è ipotizzabile che il costo milionario ricada quasi interamente su una provincia che conta poco più di 150 mila residenti”. Pagana, quindi ricorda quanto accaduto negli anni passati.

La Regione nel 2004 è intervenuta finanziando i Piani d’ambito di Agrigento e Caltanissetta, ma gli stessi provvedimenti non sono stati disposti per l’Ennese. Una disparità di trattamento alla quale la classe politica dell’epoca e gli amministratori locali non hanno reagito lasciando che sul territorio economicamente meno dinamico e sui suoi cittadini ricadessero costi esorbitanti. Oggi abbiamo un Piano d’Ambito sbagliato ed una disparità di trattamento con le altre province che risale agli scorsi anni, della quale ci sono certamente colpe omissive della classe politica che avrebbe dovuto intervenire. La conseguenza è che tutto questo pesa in termini economici sulla bolletta finale. Personalmente – aggiunge Pagana – ho presentato all’Ars un atto di indirizzo con il quale l’Assemblea regionale chiede al presidente della Regione Musumeci di intervenire direttamente per affrontare le questioni legate all’Ati idrica di Enna, chiedendo un intervento finanziario della Regione, come avvenuto, nel silenzio della politica ennese dell’epoca, per i Piani d’ambito delle province di Agrigento e Caltanissetta e che ha previsto anche contributi per evitare l’aumento in bolletta per gli utenti. Il voto in Aula dovrebbe avvenire entro le prossime sedute. Si devono salvaguardare gli investimenti sulle infrastrutture dell’ambito territoriale, costo che ricade sugli utenti, individuando i fondi per garantire l’equilibrio economico del piano d’ambito, senza pesare sui cittadini con un’azione peraltro prevista dalla legge regionale 31 maggio 2004, per gli ambiti territoriali di Agrigento e Caltanissetta. Al presidente Musumeci chiedo anche un intervento per ridurre la tariffa di acquisto dell’acqua dal grossista Siciliacque SpA. Si deve chiarire alla luce della sentenza del Tar, la competenza sulla definizione della tariffa”.



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