Peppino di Cinisi contro la mafia, pupi antimafia

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Il 14 febbraio, alle ore 18:30, in  via Zuccarelli  36, verrà proposto a Catania “Peppino di Cinisi contro la mafia”,  uno spettacolo di pupi siciliani rivolto a tutta la famiglia e votato all’impegno civile e politico, ideato e diretto dal drammaturgo palermitano Angelo Sicilia.

L’opera dei pupi è il teatro tradizionale delle marionette siciliane, creato dal popolo e rivolto al popolo.

Sviluppatosi nella prima metà dell’800, ebbe uno straordinario successo sino alla metà del ‘900. Poi, l’avvento dei media, quali televisione e cinema, come pure il dosgregamento del tessuto sociale dei quartieri popolari delle città, allontanò inesorabilmente il pubblico tradizionale.

Il teatro dei pupi rappresentò, tra l’altro, in Sicilia, una sorta di alfabetizzazione di massa del proletariato siciliano. Il contadino dei paesi interni, il pescatore delle cittadine costiere e il sottoproletario delle grandi città scoprivano per la prima volta la lingua italiana (l’opera dei pupi viene recitata in lingua italiana) e, appropriandosene, divenivano proprietari di un’arma fondamentale: la comunicazione della parola. Solo le farse venivano recitate in dialetto.

La forma d’arte dalle origini antiche viene riproposta da Angelo Sicilia in  una chiave inedita, alla ricerca di  un nuovo pubblico. Insieme all’associazione culturale “Marionettistica Popolare Siciliana” da lui fondata a Palermo, Angelo ha scelto di affiancare un ciclo nuovo all’opera dei pupi tradizionale dei paladini di Francia, per ripercorrere le tappe più salienti della lotta alla mafia, diffondendo messaggi d’impegno sociale e civile attraverso il linguaggio diretto e il fascino senza età dello spettacolo delle marionette. Bisognava svecchiare il repertorio e quindi raccontare una nuova epopea, fatta di uomini e donne coraggiose che hanno sfidato la mafia e dato la loro vita per la giustizia e la dignità di ognuno di noi: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Padre Pino Puglisi, Lia Pipitone, Pio La Torre e tante altre piccole e grandi storie. Nasce così il ciclo di pupi antimafia. Il nuovo e naturale pubblico di questo ciclo di rappresentazioni non poteva che essere quello dei giovani studenti delle scuole di tutta Italia.

 


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