Piazza Affari chiude a -0,36%, rally di Diasorin e Nexi

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Ftse Mib chiude in rosso


Causa un peggioramento nel finale, la seduta di Piazza Affari si chiude sotto la parità, in calo dello 0,36% rispetto al dato precedente. Come gli altri listini europei, la borsa di Milano è partita positiva in scia dell’ottimismo sul possibile allentamento delle restrizioni e delle indicazioni positive arrivate dalla Cina (a cui tutti guardano per provare ad immaginare i prossimi mesi), dove esportazioni (-6,6%) e importazioni (-0,9%) hanno fatto registrare un calo meno marcato rispetto a febbraio.


Nella seconda parte a peggiorare l’umore degli operatori ci hanno pensato prima le indicazioni trimestrali arrivate dagli Stati Uniti, JPMorgan e Wells Fargo hanno registrato un forte calo degli utili, e poi le nuove stime del Fondo monetario internazionale. Secondo l’istituto con sede a Washington, nel 2020 l’economia mondiale segnerà un rosso del 3% e il Pil italiano registrerà un -9,1%. In qualunque caso, “dati molto peggiori sono possibili e forse probabili”.



Nel comparto delle materie prime, il Brent ha segnato un tonfo di oltre 5 punti percentuali a 30 dollari il barile nonostante l’accordo per il taglio della produzione globale di 9,7 milioni di barili al giorno a partire da maggio, mentre l’oro, il bene rifugio per eccellenza, si è spinto fino a 1.788,8 dollari l’oncia, il livello maggiore da quasi 8 anni.


A Piazza Affari il Ftse Mib si è fermato a 17.558,43 punti, -0,36% rispetto al dato precedente. In particolare evidenza il rally messo a segno da Diasorin (+4,95%), sempre in scia del nuovo test sul Coronavirus, e il +5,9% di Nexi che si è aggiudicata la palma di titolo migliore del paniere principale grazie al ritorno in auge dei rumor su una prossima fusione con Sia.


Giornata positiva anche per Generali, salita del 2,06% dopo la conferma della distribuzione del dividendo. Il provento, pari a 0,96 euro, sarà suddiviso in due tranche: la prima, pari a 0,5 €, sarà pagata a maggio, la seconda, di 0,46 €, sarà corrisposta entro la fine dell’anno. Quest’ultima quota sarà soggetta, riporta la nota del Leone, a “verifica consiliare, tra l’altro, sul rispetto al 30 settembre 2020 dei limiti previsti dal Risk Appetite Framework di Gruppo, nonché al positivo accertamento della conformità alle disposizioni e alle raccomandazioni di vigilanza al tempo vigenti relativamente al pagamento di dividendi”.


L’incremento dello spread, salito di quasi il 13% a 219,6 punti base, ha penalizzato il comparto bancario: UniCredit ha segnato un -4,53%, Intesa Sanpaolo è scesa del 2,69% e Mediobanca ha lasciato sul parterre il 4,19%. (in collaborazione con money.it)

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.



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redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.

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