Piazza Affari chiude cauta, tonfo per Pirelli

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Ftse Mib debole, spread in aumento


Dopo una prima parte sopra la parità, le borse europee hanno terminato la settimana all’insegna della prudenza. In attesa dell’approvazione del famigerato piano di aiuti fiscali negli Stati Uniti, a ridurre l’appetito per il rischio ci hanno pensato i rumor relativi le nuove tensioni sull’asse Washington-Pechino. Secondo indiscrezioni, l’amministrazione statunitense starebbe per annunciare nuove misure contro aziende cinesi.


Sul fronte europeo, l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha annunciato che, dopo aver anticipato al 21 dicembre l’esame per il farmaco sviluppato da Pfizer e BioNTech, il 6 gennaio esaminerà quello targato Moderna (inizialmente la review era fissata al 12 gennaio).



A Milano, dove il Ftse Mib si è fermato a 21.976,12 punti (-0,16%), spiccano le performance di CNH Industrial (+3,85%), STMicroelectronics (+1,21%) e di Fiat Chrysler (+0,86%). Seduta in solito territorio positivo anche per DiaSorin (+2,15%), dopo che il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione del Tar che lo scorso luglio aveva annullato il contratto siglato con la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo per lo sviluppo di test per il Covid-19.


Poco mossa Enel (-0,16%). Il Cda della società ha deliberato di avviare le procedure per la cessione di un minimo del 40% e fino al 50% del capitale di Open Fiber a Macquarie. Macquarie Infrastructure & Real Assets (MIRA) ha offerto 2,65 miliardi per la cessione del 50%, e 2,12 miliardi per il 40%. Enel ha inoltre reso noto che lancerà una offerta pubblica di acquisto volontaria parziale per l’acquisizione delle azioni e delle American Depositary Shares di Enel Américas, fino ad un massimo del 10% del capitale. La società stima che il corrispettivo complessivo dell’OPA ammonti fino a un massimo di 1,2 miliardi di euro.


Dopo aver raggiunto importanti obiettivi tecnici nella seduta di ieri, Pirelli ha terminato con un –6,19%. Male anche Atlantia (-2,3%) e Italgas (-1,75%). Secondo indiscrezioni, la Cdp potrebbe incrementare la sua quota nel capitale di Saipem (-0,6%).


Nel comparto bancario, in rosso l’accoppiata formata da UniCredit e Intesa Sanpaolo (-0,83 e -0,47% rispettivamente). Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Messaggero, oggi si dovrebbe tenere un Cda di Intesa Sanpaolo chiamato a valutare la possibilità di distribuire dividendi fino al 15% degli utili 2019-20.


Nel comparto, -0,46% per Monte dei Paschi di Siena (MPS) che ha approvato il Piano Strategico 2021-2025. “Dal punto di vista patrimoniale, il Piano sottende un rafforzamento tale da consentire alla Banca di ripristinare gli indicatori di patrimonio regolamentare, con indicatore di CET1 phased-in costantemente superiore al 12 per cento e di affrontare oneri di ristrutturazione legati alla riduzione sostenibile della base costi”, si legge nella nota dell’istituto senese.


Sul mercato dei titoli di Stato, le tensioni che stanno agitando la maggioranza di governo hanno spinto il differenziale di rendimento tra i decennali italiani e quelli emessi dal Tesoro tedesco a 111 punti base, oltre due punti percentuali in più rispetto al dato precedente. (In collaborazione con money.it)

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