Piazza Affari chiude in rosso, energetici in affanno 

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ARTICOLO PUBBLICATO IL 16 Gennaio 2021


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Milano, 15 gen. (Adnkronos)

L’avvio negativo delle contrattazioni a Wall Street ha spinto al ribasso anche i listini europei che, dopo una prima parte in sostanziale parità, hanno terminato gli scambi in decisa contrazione. Nonostante l’annuncio del nuovo piano di stimoli da 1.900 miliardi di dollari da parte del presidente Biden e le indicazioni positive arrivate dai numeri di JPMorgan e Citigroup, a peggiorare l’umore degli investitori ci hanno pensato i dati macroeconomici arrivati da Oltreoceano.


In particolare, spicca in negativo la contrazione messa a segno dalle vendite al dettaglio statunitensi a dicembre 2020, -0,7% mensile in versione completa e -1,4% per quella depurata, visto che i consumi rappresentano oltre due terzi della ricchezza prodotta dalla prima economia. Sostanzialmente in linea con il consenso invece gli aggiornamenti relativi prezzi alla produzione (+0,3%) e sentiment dei consumatori (79,2 punti) mentre ha stupito in positivo l’indice della produzione industriale, in aumento dell’1,6%.

Sul paniere principale a Milano, che ha terminato in rosso dell’1,13% a 22.381,35 punti, si registrano forti vendite sui titoli del comparto oil, penalizzati dal -2,8% registrato dal Brent a 54,8 dollari il barile. Eni ha chiuso la settimana con un -1,93%, Tenaris ha segnato un -4,19% e Saipem è scesa del 2,76%.


Nel comparto industriale segnaliamo il -4,4% di Prysmian, il -4,35% di FCA (che da lunedì si chiamerà Stellantis) ed il -2,3% di Pirelli. Tra i bancari Intesa Sanpaolo ha perso lo 0,68% dopo l’annuncio di 3.500 assunzioni a fronte di 7.200 adesioni volontarie all’uscita, mentre UniCredit è scesa dell’1,82%.

Lieve segno meno per Generali (-0,24%) che, secondo indiscrezioni, starebbe per mettere in campo un processo di riorganizzazione delle posizioni di vertice, mentre Enel ha terminato con un +0,29% dopo che Moody’s ha migliorato il rating sul debito a lungo termine dell’utility italiana portandolo a “Baa1” rispetto al precedente “Baa2”. L’agenzia di rating, riporta la nota del colosso italiano, ha affermato che l’upgrade di Enel “riflette i progressi conseguiti nel miglioramento del profilo di rischio aziendale del Gruppo grazie a continui investimenti nelle reti e rinnovabili, una maggiore diversificazione geografica e un focus sulla finanza centralizzata”.

Giornata positiva per i titoli del risparmio gestito con il +0,67% di Banca Generali e il 2,22% di Banca Mediolanum. Goldman Sachs ha annunciato di aver promosso quest’ultima da «neutral» a «buy» con prezzo obiettivo che passa da 7,7 euro a 8,7 euro. A dispetto della crisi politica, lo spread tra i titoli a 10 anni di Italia e Germania ha fatto segnare una contrazione del 3,5% a 115 punti base. (In collaborazione con money.it)



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