Piazza Affari chiude sopra i 17 mila punti

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Borsa, due velocità per Ftse Mib e spread


Seduta decisamente altalenante per il listino di Piazza Affari. La spinta arrivata in avvio di seduta dall’approvazione da parte dell’amministrazione Usa del piano di aiuti da 2 mila miliardi di dollari, che vanno ad aggiungersi allo shopping illimitato annunciato dalla Federal Reserve, è stata messa a dura prova dalla pubblicazione dell’indice tedesco Ifo di marzo.


Nel mese corrente, l’indice che misura il sentiment delle imprese della prima economia europea è sceso sui minimi dal luglio del 2009 a 86,1 punti. Ovviamente per questo, come per gli altri dati che arriveranno nelle prossime settimane, il peggio è ancora decisamente lontano.



Nella seconda parte di seduta, a monopolizzare l’attenzione degli operatori ci hanno pensato le indicazioni contenute nella lettera congiunta con cui nove leader europei, tra i quali il Premier italiano Giuseppe Conte, hanno chiesto la creazione dei “Coronabond”. “Dobbiamo lavorare su uno strumento di debito comune emesso da un’istituzione europea per raccogliere fondi sul mercato”, riporta la lettera. “Vi sono valide ragioni per sostenere tale strumento comune, poiché stiamo tutti affrontando uno shock simmetrico esogeno, di cui non è responsabile alcun Paese, ma le cui conseguenze negative gravano su tutti”.


L’opposizione all’istituzione di titoli di debito comune ai Paesi europei, i Coronabond, è rappresentata dalla Germania. Recentemente, il Ministro dell’economia tedesco, Peter Altmaier, ha dichiarato che “è meglio andarci cauti quando vengono presentati concetti che in apparenza sembrano geniali, ma che in realtà sono solo una riedizione di concetti vecchi già respinti”.


In questo contesto il paniere principale di Piazza Affari, il Ftse Mib, ha terminato sopra quota 17 mila a 17.243,68 punti, +1,74% rispetto al dato precedente. Nuovo segno meno per lo spread con i titoli tedeschi, in calo di oltre 4 punti percentuali a 186,7 punti base.


Sull’indice delle blue chip, rialzi particolarmente consistenti sono stati registrati da Leonardo (+11,28%), STM (+5,71%) e Campari (+7,45%). Giornata all’insegna degli acquisti anche per le azioni Azimut (+9,34%) che hanno capitalizzato l’intenzione di Timone Fiduciaria, il patto che raccoglie quasi il 20% del capitale, di rafforzare la sua posizione. Nel comparto bancario, +2,06% per Intesa Sanpaolo, +1,23% di Ubi Banca e +0,81% di UniCredit, che ha confermato la distribuzione del dividendo sull’esercizio 2019.


Seduta positiva anche per Fiat Chrysler (+2,92%), nonostante l’agenzia Moody’s abbia annunciato di aver messo il rating in revisione. Secondo le indiscrezioni riportate dalla stampa specializzata, il Ceo di FCA, Mike Manley, potrebbe diventare il nuovo Ad di CNH Industrial (+2,8%).


Segni meno per Prysmian (-3,68%) e Telecom Italia (-2,32%): sulla prima Goldman Sachs ha ridotto il giudizio a “neutral” mentre la seconda è stata penalizzata dalla notizia che il fondo Elliott ha ridotto la partecipazione dal 9,72% di gennaio scorso al 6,97%. (in collaborazione con money.it)

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