Piazza Affari in rosso, TIM in controtendenza

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Il virus spaventa il Ftse Mib, Telecom Italia sotto i riflettori


Con la situazione Coronavirus che continua a preoccupare, la settimana di Piazza Affari si chiude con il segno meno. Dopo il caso del 38enne italiano ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale di Codogno, in Lombardia è salito a 6 il numero dei casi risultati positivi ai test del Coronavirus. Un’ordinanza firmata dal ministro della Salute ha stabilito la “permanenza domiciliare”, quarantena a casa, per chi rientra dalla Cina.


Indicazioni negative per il listino milanese sono arrivate anche dalle indicazioni relative il fatturato dell’industria, sceso a dicembre 2019 di 3 punti percentuali su base mensile (gli analisti avevano stimato un +0,6%). Meglio del previsto invece gli ordinativi, saliti dell’1,4% su base congiunturale (stime a -0,6%).



Il Ftse Mib ha così terminato la settimana sotto quota 25 mila punti (24.773,15, -1,22%) penalizzata dalle vendite che hanno colpito il comparto petrolifero e gli istituti di credito. Nel primo, spinto al ribasso dal -2% del Brent a 57,6 dollari al barile, segnaliamo il -1,05% di Eni, il -2,01% di Saipem ed il -4,44% di Tenaris.


Tra i bancari spicca il -3,89% di UniCredit, che ha dovuto fare i conti con i rumor sulla possibile uscita del Ceo Mustier (che potrebbe trasferirsi in Hsbc), e fuori dal paniere principale, il +0,59% di MPS dopo che l’Ad Morelli, in scadenza di mandato, si è detto indisponibile a un rinnovo.


Rosso anche per l’accoppiata Intesa Sanpaolo-Ubi Banca, in calo rispettivamente dell’1,12 e dello 0,38%. Dopo il no all’offerta arrivato ieri dal patto Car, che detiene il 18% del capitale di Ubi Banca, ed in attesa di sapere cosa faranno il Sindacato Azionisti Ubi Banca (8,4%) e il Patto dei Mille (1,6%), oggi l’Associazione Azionisti Ubi ha fatto sapere che valuta “nel complesso positivamente le finalità e i contenuti dell’Offerta pubblica di scambio proposta da Intesa Sanpaolo”. L’associazione ritiene che “l’operazione potrà garantire tanto agli stakeholders della nostra Banca che al sistema Paese, anche in considerazione di potenziali futuri contesti di crisi, nuovi e notevoli spunti di solidità e sviluppo, creditizio e sociale”.


Nel settore del risparmio gestito, il tonfo di Azimut (-5,83%) è legato alla cessione di parte della quota detenuta da parte di Timone fiduciaria (presieduta dal Ceo Pietro Giuliani).


La performance migliore del Ftse Mib è stata registrata da Telecom Italia (+3,79%) grazie alle indiscrezioni sul presunto interesse di KKR. In particolare, il fondo statunitense sarebbe interessato al 49% della rete di accesso e avrebbe dato disponibilità ad unirsi a Tim per un’offerta su Open Fiber. (In collaborazione con money.it)

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