Piazza Armerina, arrestato un uomo accusato di omicidio

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Nella serata del 30 maggio, gli uomini della Squadra Mobile di Enna, unitamente ai colleghi del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina, hanno proceduto ad eseguire il fermo disposto dal Pubblico Ministero a carico del 52 enne Mario Grillo, gravemente per l’omicidio nei confronti del 44 enne Enrico Coco, artigiano fabbro, deceduto nello stesso pomeriggio a seguito di accoltellamento da parte del Grillo.

Intorno alle 19 veniva segnalato telefonicamente alla sala operativa del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina che nel centro storico della Città dei mosaici  un uomo, che giaceva in una pozza di sangue a seguito di accoltellamento, era stato trasportato d’urgenza come un mezzo privato all’ospedale Chiello, dove giungeva cadavere proprio a causa della copiosa perdita ematica.

A seguito del grave fatto, gli investigatori del capoluogo e di Piazza Armerina avviavano immediatamente le indagini a tutto campo tese a ricostruire sia gli accadimenti della vicenda dal tragico epilogo, che a rintracciare l’autore del fatto, procedendo a circoscrivere la scena del crimine con l’impiego di diversi equipaggi delle volanti del Commissariato.

Gli accertamenti svolti, sia attraverso l’escussione delle persone informate, sia attraverso meticolosi sopralluoghi effettuati dagli uomini della Polizia Scientifica del Commissariato, sia sulla scena principale del crimine, che in altri contesti, come quelle dei veicoli che risultavano coinvolti nella vicenda, nonché secondo le risultanze della prima ispezione effettuata sul cadavere, permettevano di ricostruire la dinamica degli eventi che avevano portato alla morte del Coco.

In particolare, la vittima e l’autore del reato, nel pomeriggio di ieri, si erano incontrati nei pressi della Chiesa di San Martino per discutere delle problematiche insorte circa la commessa di lavori che il Grillo aveva affidato al Coco, il quale doveva sistemare gli infissi dell’abitazione ove si era stabilito il figlio del Grillo, ed i lavori perduravano da alcuni mesi.

L’insoddisfazione dell’autore del delitto, per l’asserita imperizia ed il ritardo dell’artigiano nell’esecuzione delle opere, degenerava in violenta rabbia, che portava il Grillo a sferrare un fendente al Coco, colpendolo nella parte alta della coscia, recidendo l’aorta femorale della vittima, il quale si accasciava in una pozza di sangue dinanzi agli occhi esterrefatti del fratello, che lo collaborava nei lavori e di altri passanti che, nonostante si adoperassero immediatamente per prestare cure alla vittima, trasportandolo in tutta fretta all’ospedale, non riuscivano a salvargli la vita.

Rintracciato dai poliziotti il Grillo, che si era allontanato dal luogo del delitto, veniva trattenuto presso gli uffici del Commissariato di P.S. per l’approfondimento della vicenda.

Sul luogo del teatro dell’evento, giungeva anche il Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Enna, il Sostituto Procuratore Orazio Longo, il quale, apprendeva direttamente quanto accaduto, anche grazie all’opera certosina degli uomini della Polizia di Stato, assumendo immediatamente la direzione delle indagini.

Visti i molteplici e gravissimi indizi a carico del Grillo, il Sostituto Procuratore si determinava ad emettere il fermo nei confronti dell’uomo, gravemente indiziato del delitto di omicidio volontario.

Pertanto, i poliziotti ennesi e armerini, procedevano all’esecuzione del provvedimento giudiziario precautelare, basato sulle risultanze investigative emerse dall’alacre attività degli agenti e, dopo gli adempimenti di rito, associavano il Grillo alla Casa Circondariale di Enna a disposizione della Procura della Repubblica di Enna che ha coordinato brillantemente le indagini.

 


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