Il tempo diventa racconto. Dodici mesi, dodici storie che attraversano l’anima della Sicilia e dell’Italia, catturate dall’obiettivo di Alessio D’Alú nel suo Calendario Fotografico 2026. Non una semplice sequenza di immagini, ma un progetto narrativo strutturato dove ogni mese è un capitolo che intreccia devozione, identità e memoria collettiva.
L’anno si apre a gennaio con la potenza simbolica di Sant’Agata, patrona di Catania, immortalata nell’Anno Agatino 2025, testimonianza storica della devozione popolare catanese. Febbraio esplode nei colori del Carnevale di Acireale, mentre marzo presenta il cavallo bardato della festa di San Giuseppe a Donnalucata, dove il folklore si fa spiritualità quotidiana. La Settimana Santa di Caltanissetta domina aprile con le sue vare silenziose, seguito a maggio dalla festa di San Cono nel suo aspetto più autentico e partecipato.
Un viaggio tra sacro e identità nazionale
Il calendario prosegue con giugno e le Frecce Tricolori su Catania, dove il cielo diventa simbolo di unità nazionale. Luglio riporta lo sguardo alla storia millenaria dei Templi di Agrigento, mentre agosto celebra il Palio dei Normanni di Piazza Armerina, evento identitario raccontato con equilibrio tra azione e contesto. Settembre documenta il momento atteso della ricollocazione della Croce in Cattedrale, impreziosito dalla presenza dei Vigili del Fuoco.
Ottobre onora la Basilica di San Francesco, la cui festa torna ad essere celebrata pubblicamente proprio dal 2026, mentre novembre offre uno scorcio raccolto di Piazza Armerina. Il percorso si chiude a dicembre con Maria Santissima delle Vittorie e il bambinello, sintesi perfetta del filo conduttore: la fotografia come custodia della memoria.
Documento e interpretazione
Dal punto di vista critico, il lavoro di D’Alú si colloca tra fotografia documentaria e racconto identitario, evitando ogni spettacolarizzazione. L’autore privilegia equilibrio compositivo, uso consapevole della luce naturale e rispetto del contesto umano e architettonico. Ogni scatto è pensato come documento ma anche come interpretazione, capace di restituire la dimensione emotiva e simbolica del soggetto.
Alessio D’Alú, fotografo e operatore audiovisivo di Piazza Armerina, città di cui è “perdutamente innamorato”, è stato fotografo ufficiale della visita di Papa Francesco nel 2018. Collabora gratuitamente con realtà ecclesiastiche, istituzionali e culturali, occupandosi di produzione video e dirette streaming. La sua ricerca è incentrata sulle tradizioni popolari, sulle feste religiose e sul patrimonio immateriale del territorio, affrontati con sguardo rispettoso e narrativo.
Un’opera non seriale
Realizzato in tiratura limitata, il Calendario 2026 assume una funzione quasi archivistica nel senso più nobile: fissare ciò che definisce una comunità prima che venga disperso o banalizzato. Un oggetto editoriale che supera la sua funzione temporale per trasformarsi in testimonianza culturale e visiva.
Possedere una copia diventa segno di attenzione verso una passione autentica. D’Alú non persegue fini di lucro ma il desiderio di trasformare lo scorrere del tempo in esperienza di bellezza da offrire al pubblico. Un progetto plasmato con cura tra gli impegni del lavoro e i molteplici ambiti di servizio in cui crede profondamente. Ne nasce un’opera autenticamente originale, dove la fotografia diventa atto di responsabilità verso la memoria.
