Piazza Armerina, per l’operazione Retiarius la Polizia di Stato ha arrestato un altro indagato – VIDEO

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Nella nottata del 24 luglio, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Enna, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un altro soggetto coinvolto nell’operazione “Retiarius”. Si tratta del 21 enne Massimo Gagliano, indagato anch’egli per reati inerenti la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’attività investigativa svolta dai poliziotti della Squadra Mobile di Enna e dal Commissariato di P.S. di Piazza Armerina consentiva di accertare una ramificata ed attiva rete di soggetti, che, tra la fine del 2016 ed il primo semestre del 2017, operava tra Piazza Armerina, i centri limitrofi e la provincia di Catania, dedicandosi all’acquisto, al trasporto, alla detenzione ed alla commercializzazione di ingenti quantitativi di marijuana, hascisc e cocaina. L’indagine si è protratta per circa 9 mesi, periodo in cui sono stati effettuati numerosi arresti per tentare di disarticolare i vari gruppi di spacciatori e “interrompere” i canali di approvvigionamento dello stupefacente che giungeva nel “florido mercato illecito” di Piazza Armerina, acquisendo per alcuni indagati, peraltro, ulteriori riscontri della prosecuzione della loro attività illecita fino alla scorsa primavera.

La notte del 23 luglio si dava corso all’esecuzione delle misure cautelari a carico di venticinque soggetti, mentre il Gagliano, destinatario di un provvedimento restrittivo, non veniva rintracciato presso la sua abitazione di Piazza Armerina.

Il 24 luglio Gagliano veniva rintracciato ed arrestato dalla Polizia di Stato ed in particolare dagli uomini della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina, con la collaborazione della Polizia di Frontiera presso l’Aeroporto di Palermo « Falcone e Borsellino », dove faceva rientro in Italia con un volo proveniente dalla Grecia.

L’arrestato, dopo gli adempimenti di rito, veniva collocato agli arresti domiciliari, come disposto dall’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Enna.

 


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