Popolare Bari, tre arresti

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Popolare Bari, tre arresti


Il Tribunale di Bari, a quanto apprende l’Adnkronos, ha emesso tre ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari e una misura interdittiva nell’ambito dell’inchiesta della procura sulla Banca Popolare di Bari.


A essere posti ai domiciliari Marco e Gianluca Jacobini, rispettivamente ex presidente del Consiglio di amministrazione e vice direttore generale dell’istituto di credito. Le misure cautelari sono state notificate dalla Guardia di Finanza. Agli indagati sarebbero stati contestati i reati di falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza.



“Le complesse e prolungate investigazioni condotte dai finanzieri Gruppo Tutela Mercato Capitali, articolazione del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bari specializzata nel contrasto ai reati societari e bancari, eseguite anche con l’ausilio di consulenti tecnici nominati dalla Procura della Repubblica, hanno portato alla luce molteplici condotte illecite perpetrate mediante l’esposizione nei bilanci di esercizio di fatti non corrispondenti al vero, l’omissione di rilevanti informazioni nella redazione dei prospetti informativi diffusi in occasione della offerta pubblica di acquisto di nuove azioni, l’ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza svolte dalla Consob”. E’ quanto si legge nel comunicato diffuso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari.


“Sono state accertate e contestate molteplici gravi e continuate condotte fraudolente finalizzate alla esposizione nei bilanci di esercizio relativi alle annualità 2014, 2015, 2016, 2017 e nella semestrale 2018 di dati non veritieri al fine di occultare perdite di rilevante entità subite dall’Istituto bancario così da gonfiare artificiosamente il patrimonio della banca e trarre in inganno i soci ed il pubblico sulla reale situazione dell’Istituto di Credito”, si legge ancora.


La Banca popolare di Bari ha messo in atto “fittizie operazioni di cartolarizzazione consistenti nella cessione di crediti deteriorati ad una società finanziaria, la Chariot Funding LLC, e nel successivo riacquisto da parte della stessa Banca Popolare di Bari, degli strumenti finanziari che detta società aveva messo in vendita allo scopo di finanziare la cessione”, riferisce ancora la Procura di Bari. L’operazione, avvenuta a cavallo dei due bilanci di esercizio, ovvero nel 2017 la cessione dei crediti deteriorati e nel 2018 l’operazione di acquisto dei titoli, apparirebbe, evidenzia la Procura, esclusivamente finalizzata a rappresentare l’esistenza di una liquidità, indicata nel bilancio 2017 pari a 500 milioni di euro, di fatto inesistente in quanto riutilizzata l’anno seguente per il riacquisto dei titoli emessi dalla stessa società di cartolarizzazione.


Inoltre “la Banca Popolare di Bari ha messo in atto condotte reiterate nei confronti della Consob alla quale, al fine di ostacolarne l’esercizio delle funzioni di vigilanza e controllo, sarebbero state fornite dichiarazioni non veritiere in ordine alla conformità dei prospetti contenenti, in realtà, dichiarazioni mendaci e rilevanti omissioni come rilevato dalla stessa Consob con proprio provvedimento sanzionatorio adottato nel mese di ottobre del 2018”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.




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