Prescritto il processo nei confronti dei 79 imputati che nel 2013 occuparono la stazione di Santo Stefano di Camastra

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ARTICOLO PUBBLICATO IL 11 Settembre 2021

Si è concluso avanti il Tribunale di Patti il “maxi-processo” relativo all’occupazione dei binari e della stazione di Santo Stefano di Camastra, avvenuta l’11 settembre 2013, da parte dei manifestanti che protestavano per la soppressione dei Tribunali di Nicosia e Mistretta.

Alla sbarra ben 79 imputati, tra semplici cittadini, professionisti, rappresentanti delle categorie produttive, sindaci ed ex sindaci del territorio e, soprattutto, decine di avvocati dei due fori soppressi.

I manifestanti, nonostante la massiccia presenza delle forze dell’ordine del Commissariato di P.S. di Sant’Agata di Militello e della Compagnia dei Carabinieri di Santo Stefano di Camastra, riuscirono a bloccare il traffico ferroviario sui due binari, dalle 7 del mattino alle 11, coinvolgendo, secondo gli accertamenti della società, 27 treni per un ammontare di 23 ore di ritardo.

La Procura di Patti aveva contestato il reato di interruzione di pubblico servizio su denunzia di Trenitalia S.p.A. del Gruppo Ferrovie dello Stato, che aveva preannunciato anche la costituzione di parte civile, reclamando danni ingentissimi per i disservizi creati al traffico ferroviario.

Il collegio di difesa degli imputati, presieduto dall’avvocato Salvatore Timpanaro, ha durante i lunghi anni del dibattimento opposto un fuoco di fila di eccezioni procedurali, costringendo il Tribunale alla rinotifica ed alla rinnovazione degli atti, così sostanzialmente paralizzando i tentativi di costituzione di parte civile della società Trenitalia che, alla fine, ha desistito.

Dott. Ettore Timpanaro e Avv. Salvatore Timpanaro

All’udienza del 10 settembre, il Tribunale ha accolto l’eccezione di prescrizione formalizzata in una memoria scritta dal dott. Ettore Timpanaro, che ha sostenuto, alla stregua della giurisprudenza della Cassazione e della recentissima sentenza della Corte Costituzionale del luglio 2021, l’inapplicabilità delle sospensioni previste dal decreto “Cura-Italia” in conseguenza dell’emergenza sanitaria per il Covid 19.

Il Tribunale ha accolto l’eccezione ed ha pronunciato sentenza di non dovesi procedere per prescrizione del reato.

Vicenda processuale diversa per l’imputato Sebastiano Maniaci, difeso dagli avvocati Andrea Maniaci ed Orietta Lutri, che ha rinunciato alla prescrizione ed è stato assolto con formula piena poiché non ha commesso il fatto.

Si chiude, così, la lunghissima vicenda processuale iniziata ben otto anni fa.

 


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redazione

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