Presentato a Nicosia “A furmicalora”, un romanzo per riflettere sulla violenza di genere

Presentazione romanzo A furmicalora 2
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Presentazione romanzo A furmicalora 1

Domenica 23 novembre al Teatro Antico Comunale si è svolta la prima manifestazione nicosiana legata alla giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L’Associazione LibroSìa assieme alla Fidapa hanno presentato il romanzo A furmicalora di Mariuccia Noto.

Ai saluti di Graziella Ridolfo, presidente LibroSìa, di Patrizia Castrogiovanni, presidente Fidapa e delle rappresentanti dell’amministrazione comunale Anna Maria Gemmellaro e Maria Di Costa, è seguito un dialogo tra l’autrice e la psicologa Michela Cordovana intervallato dalla proiezione del video omaggio di Salvo Piparo e dalla lettura di alcuni brani a cura di Maria Luisa Marcellino e Nunzia Gusmano.

Sono stati messi in luce diversi aspetti della discriminazione di genere contro le donne presenti in questo romanzo ambientato nella Sicilia dei primi del Novecento. A furmicalora narra della quotidianità di una piccola comunità contadina e dunque anche dei rapporti tra uomini e donne all’interno della famiglia e della società.

I personaggi del romanzo hanno offerto degli spunti interessanti per discutere delle condizioni di vita dei nostri nonni e bisnonni e di rapportarle a quelle di oggi. Emerge un’immagine delle donne del passato sottomesse all’autorità maschile che percepiscono le continue violazioni dei loro diritti con un forte senso di inadeguatezza e di mancato empowerment, quindi donne da guidare e sorvegliare e all’occorrenza anche da punire.

Sicuramente le donne di oggi rispetto a ieri hanno maggiore consapevolezza della propria condizione e dei propri diritti ma ancora, purtroppo, persiste una condizione culturale di sottovalutazione della violenza. Tanti i progressi fatti in quest’ultimo secolo, ma tanti ancora da fare perché la parità sostanziale possa essere raggiunta.

Costruire una società più giusta, ha sottolineato l’autrice, è un dovere verso noi stessi e le generazioni future, che hanno il diritto di vivere in libertà la loro vita a prescindere dal sesso.

Durante il dialogo è stata posta attenzione anche alla violenza assistita, più difficile da rilevare, ma non per questo meno dannosa. I danni psicologici e fisici sui minori non sono solo immediati, ma si estrinsecano anche nel lungo periodo e si riverberano sulla società.

Questo tipo di violenza porta la vittima a interiorizzare un modello disfunzionale che a distanza di anni, può indurre a mettere in atto azioni maltrattanti o accettare una relazione opprimente e/o abusiva.

L’evento si è concluso con l’intervento della regista Clelia Parisi, che ha portato nell’auditorium una ventata di ottimismo proponendo, in prima visione, il suo ultimo lavoro. Si tratta di un videoclip, che fa conoscere e apprezzare agli intervenuti la giovane cantante Rita Calì.

Il suo brano Vivere, parla di riscatto, di un sogno che si realizza. Parla di una donna, che trova la forza di reagire e di superare gli ostacoli frapposti da una figura maschile. Questa donna, che è una pittrice, non è però sola. Trova sostegno in un’altra donna e nella cultura, rappresentata da un libro: A furmicalora di Mariuccia Noto.

 


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