Protesta Coldiretti a Palermo contro speculazioni, assessore Nino Mancuso Fuoco: “Siamo sul campo al fianco di agricoltori e allevatori”

Coldiretti Palermo Nino Mancuso Fuoco
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“Basta con i trafficanti di grano. Basta con le speculazioni”. Con questi slogan d’apertura, circa 8mila agricoltori Coldiretti provenienti da tutta la Sicilia e dalla Calabria hanno attraversato Palermo, partendo da Piazza Marina per raggiungere palazzo d’Orleans e piazza Indipendenza, sede della presidenza della Regione Sicilia.

Prezzi crollati sotto i costi di produzione

La manifestazione denuncia una situazione drammatica per il comparto cerealicolo siciliano e nazionale. Il prezzo del grano duro è precipitato a 28 euro al quintale, registrando un crollo del 30% in un solo anno e un ritorno ai livelli pre-guerra in Ucraina. Un chilo di grano si vende mediamente a 28 centesimi, con ribassi che toccano anche i 20 centesimi, mentre i costi di produzione sono aumentati del 20% dal 2021.

Istituzioni locali in prima linea per il comparto

Tra i rappresentanti istituzionali presenti alla manifestazione, l’assessore comunale all’Agricoltura di Nicosia, Nino Mancuso Fuoco, agronomo ed esperto del comparto agro-zootecnico, nominato anche consulente dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, delegato dal sindaco a rappresentare il Comune.

La nostra amministrazione comunale è da sempre in prima linea nella difesa delle istanze degli agricoltori e degli allevatori del nostro territorio“, ha dichiarato con forza Mancuso Fuoco. “Non possiamo permettere che il nostro grano venga svenduto a prezzi al di sotto dei costi di produzione. Come assessore all’Agricoltura e come consulente regionale, conosco bene le difficoltà quotidiane che vivono gli operatori del settore primario: dall’aumento dei costi energetici alle sfide della siccità, dalla concorrenza sleale all’incertezza dei mercati“.

Ogni giorno siamo sul campo, letteralmente e metaforicamente, al fianco di chi lavora la terra e alleva il bestiame. Sono loro i veri custodi del nostro territorio e della nostra identità agroalimentare. La vicinanza della Coldiretti agli agricoltori rappresenta una voce autorevole che non può essere ignorata. È in gioco la sopravvivenza di un comparto strategico per l’economia locale e per la sicurezza alimentare del Paese. Gli agricoltori e gli allevatori meritano il giusto riconoscimento economico per il loro lavoro e per la qualità dei prodotti che garantiscono sulle nostre tavole“.

Rischio abbandono per 140mila aziende

La protesta ha evidenziato come quasi 140mila imprese agricole rischino la chiusura, soprattutto nel Mezzogiorno, con la minaccia di abbandono per 1,2 milioni di ettari di territorio destinati alla cerealicoltura. La manifestazione si è svolta contemporaneamente in altre città italiane, da Bari a Cagliari, da Rovigo a Firenze, coinvolgendo complessivamente 20mila agricoltori.

La mobilitazione ha portato gli agricoltori fino a palazzo d’Orleans per un incontro con i rappresentanti del Governo Regionale, nell’ambito di una conference call nazionale con il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

 


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