Provincia di Enna, bocciato il dimensionamento scolastico. Katya Rapè (PD): “Salvaguardare l’autonomia scolastica”

Katya Rape
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La Conferenza provinciale sul Dimensionamento scolastico ha respinto in modo netto la proposta del provveditore. Riunita presso la sede della Provincia, l’assemblea ha votato con 15 contrari e un solo favorevole su 16 votanti, segnando una vittoria per i territori che da tempo si battono contro la razionalizzazione della rete scolastica provinciale.

Il risultato è stato accolto con soddisfazione dal Partito Democratico locale e dalle amministrazioni comunali, che vedono in questo voto la conclusione di una battaglia condotta in stretta collaborazione con i sindacati CGIL e UIL. Determinante il ruolo del presidente del Libero Consorzio, Piero Capizzi, supportato dal consigliere delegato all’istruzione Domenico Scavuzzo e dai consiglieri provinciali.

Gli obiettivi raggiunti

La bocciatura della proposta tutela l’autonomia degli istituti scolastici del territorio ennese, evitando accorpamenti che avrebbero penalizzato soprattutto i centri minori. Tra le richieste avanzate dal PD, accolte dalla Conferenza, figurano l’annullamento dell’accorpamento del Liceo Scientifico “P. Farinato” all’Istituto “N. Colajanni” di Enna, in applicazione di una sentenza del TAR, e il mantenimento dei presidi scolastici autonomi nei comuni montani.

La segretaria provinciale del PD, Katya Rapè, ha sottolineato l’importanza della decisione in un ordine del giorno che invita i sindaci a contrastare la costituzione di poli scolastici omogenei, inadeguati a un territorio caratterizzato da bassa densità demografica e difficoltà nei trasporti. Particolare attenzione è stata riservata alla tutela delle scuole nei territori a rischio infiltrazioni mafiose, dove l’istituzione scolastica rappresenta “un baluardo civile e luogo di riscatto sociale”.

Il ruolo degli studenti

Un ringraziamento speciale è stato rivolto alla Consulta degli Studenti, rappresentata da Massimo Severino, da sempre in prima linea nella difesa dell’autonomia scolastica e del diritto degli studenti a vivere la scuola come luogo di crescita e partecipazione democratica.

“Questa battaglia nasce da una visione chiara della scuola – ha dichiarato Rapè – non come semplice servizio, ma cuore pulsante della comunità, fondamento della Repubblica e diritto costituzionalmente garantito”. La segretaria ha richiamato gli articoli 3, 9, 33 e 34 della Costituzione, sottolineando come la difesa delle scuole nei piccoli centri sia essenziale per contrastare lo spopolamento e promuovere coesione sociale.

 


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