L’economia della provincia di Enna mostra un volto contraddittorio secondo l’analisi “Dataview” dell’Istituto Tagliacarne: sei indicatori su dieci superano la media nazionale, trainati da un exploit delle esportazioni, ma preoccupano i dati su occupazione e innovazione.
Export in volo, risparmio in crescita
Il dato più eclatante riguarda le esportazioni: +64,2% nei primi nove mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024, contro una media nazionale del +3,6%. Un risultato che testimonia la competitività delle imprese locali sui mercati esteri. In crescita anche i depositi bancari e il risparmio postale (+3,3% contro +1,2% nazionale) e i prestiti alle attività economiche (+0,7% contro -0,4% nazionale), segnale di un sistema bancario che sostiene il territorio.
Positivi anche altri indicatori: le entrate previste di lavoratori nelle imprese extra-agricole registrano un +0,4% (Italia -2,9%), le ore di cassa integrazione calano del 13,8% (a fronte di un aumento nazionale del 18,5%) e le compravendite immobiliari salgono del 9,5% (Italia +9,2%).
Il lato oscuro: occupazione e innovazione
Il rovescio della medaglia è rappresentato dai dati sull’occupazione: -5,2% nel confronto tra i primi nove mesi del 2024 e del 2025, mentre la media nazionale cresce dello 0,9%. Preoccupa anche il crollo delle start-up innovative (-16,7% contro -2,5% nazionale) e la riduzione delle imprese attive (-1,7% contro -0,4% nazionale). Male anche il terzo settore, con le istituzioni del RUNTS in crescita solo del 3,5% contro il 6,7% nazionale.
“È un paradosso – spiega Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio Palermo Enna – che le aziende esportano di più e fatturano meglio, ma lo fanno con meno persone o attraverso processi che non generano nuovi posti di lavoro sul territorio“. Secondo Albanese, “le poche realtà produttive sono molto competitive e orientate ai mercati esteri“, ma la crescita non si traduce in maggiore occupazione locale.
L’analisi dell’Istituto Tagliacarne fotografa dunque un’economia ennese capace di competere sui mercati internazionali ma con evidenti difficoltà nel trattenere forza lavoro e favorire l’innovazione imprenditoriale sul territorio.
