Recovery, bozza cambiata e Cdm in corso  

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Ma nel testo non ci sarebbero modifiche sostanziali del Piano. Per Renzi “testo migliorato, ma se manca il Mes ci asteniamo”. E ancora: “Siamo a un bivio. Se si può fare meglio stiamo dentro, se no facciano da soli”

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Fotogramma
(Adnkronos)

E’ in corso a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri sul Recovery plan. La bozza è leggermente cambiata rispetto alla versione inviata ieri ai ministri, il testo è infatti passato da 171 a 160 pagine ma non ci sarebbero modifiche sostanziali del Pnrr.


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Salvo colpi di scena dell’ultimo minuto, la strada per il governo sembra intanto ormai segnata: il Conte II sarebbe infatti alle sue battute finali. “Il fatto che il governo Conte bis è giunto alla fine è ormai acclarato”, ha detto solo poche ore fa Ettore Rosato di Iv a Rainews24. “Vedremo se Conte avrà un’altra maggioranza” spiegava il coordinatore di Italia Viva dicendosi certo che, in ogni caso, l’esito non sarà il voto: “Non si andrà a elezioni”. “Ha tutto in mano il presidente del Consiglio. Se ci dà le risposte, noi siamo pronti ad ascoltare”, la chiosa. E in serata ecco arrivare anche l’intervento di Matteo Renzi a Cartabianca: sul Recovery, ha spiegato, il “testo è migliorato, lo riconoscono tutti, è un passo in avanti” . Basterà? “Vedremo”, risponde ma poi afferma: “E’ già pronto un esecutivo Conte-Mastella”. Per Renzi infatti il premier avrebbe “già l’accordo, i numeri per il nuovo esecutivo”.

E ancora: “Invece di parlare con noi Conte ha scelto di andare in Parlamento”. “Le ministre Bellanova e Bonetti in Cdm chiederanno di inserire nel Recovery Plan almeno una parte del Mes: se dicono di sì, votiamo a favore. Se dicono di no, visto che comunque è stato migliorato, ci asteniamo”, ha quindi sottolineato.

“Qui siamo a un bivio: o noi siamo finalmente convinti che in questi due anni e mezzo che mancano alla fine legislatura, sono l’ultima occasione per rimettere in moto l’Italia grazie ai soldi europei o se invece non ne siamo consapevoli e continuiamo a vivacchiare tra rinvii e ritardi”, le parole dell’ex premier, che aggiunge: “Se si può fare meglio stiamo dentro, se no facciano da soli”.



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