La rottura del menisco è una delle patologie ortopediche che si registrano con maggiore frequenza. I dati diffusi recentemente dalla Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT) sono inequivocabili: nel nostro Paese si effettuano infatti circa 100.000 interventi chirurgici per la rottura del menisco.
Le lesioni meniscali possono colpire chiunque, ma risultano più comuni nei soggetti maschili tra i 20 e i 40 anni e nelle donne over 50. Nel primo caso, il problema è per lo più legato a traumi da attività sportiva, mentre nel secondo caso a invecchiamento e usura articolare.
In linea di massima, nei soggetti più giovani gli eventi scatenanti sono di solito torsioni o movimenti piuttosto bruschi, mentre nelle persone più anziane la rottura può essere legata anche a gesti della quotidianità, non traumatici di per sé.
Per il trattamento di una rottura meniscale è consigliabile rivolgersi a strutture specializzate, come il reparto ortopedia dell’ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio a Milano, in cui si trattano le principali patologie ortopediche dell’adulto e del bambino che interessano spalla, mano, anca, ginocchio, caviglia e piede.
Come si manifesta la rottura del menisco?
Uno dei principali sintomi della rottura del menisco è il dolore, la cui intensità può essere più o meno severa. Può essere interno o esterno al ginocchio a seconda che il menisco interessato sia quello mediale o quello laterale. Al momento della rottura, in molti casi si avverte un caratteristico “schiocco” nell’articolazione.
Il dolore è spesso associato al gonfiore, dovuto al versamento di liquidi (idrarto) internamente alla cavità articolare.
Di norma, la persona avverte anche una spiacevole sensazione di instabilità e di cedimento. È piuttosto comune anche avvertire la presenza di un corpo estraneo nel ginocchio.
Con il passare del tempo, si verifica solitamente un blocco articolare, ovvero l’impossibilità di estendere il ginocchio. La causa sono i frammenti del menisco che si incastrano nelle strutture articolari.
Quando si avvertono questi sintomi è necessario richiedere una visita specialistica. Una diagnosi precoce, infatti, può evitare complicazioni e peggioramenti del quadro clinico.
La diagnosi
Il primo step nella diagnosi di menisco rotto è un esame clinico effettuato da uno specialista ortopedico, come appunto quelli del Galeazzi Milano Ortopedia, citati in precedenza. Il medico valuterà diversi parametri tra cui il livello di dolore e di gonfiore e la mobilità del ginocchio. Eseguirà anche manovre specifiche quali il test di McMurray, uno dei test più utilizzati per valutare la presenza di una lesione meniscale.
La conferma della rottura arriva da test strumentali come la risonanza magnetica o la TC.
Il trattamento
In passato, in caso di rottura del menisco, si tendeva a optare subito per l’intervento chirurgico. Oggi, l’approccio è diverso. I fattori che vengono presi in considerazione sono il tipo di lesione e la sua localizzazione anatomica.
Se la lesione si trova in una zona vascolarizzata, è possibile una guarigione spontanea; l’approccio è quindi conservativo. In caso contrario, si può valutare la possibilità di un’asportazione parziale.
Se si sceglie l’opzione chirurgica, la tecnica più indicata è l’artroscopia, che permette di valutare la gravità del danno e decidere se procedere oppure no con una rimozione parziale o totale (quest’ultima è molto più rara); il termine tecnico per questo tipo d’intervento è meniscectomia.
Per alcuni tipi di lesione meniscale, si può procedere con la sutura meniscale, un’opzione che non prevede l’asportazione, bensì la riparazione del menisco. Agli interventi dovrà seguire un congruo periodo di riabilitazione.
