Scuola, per mondo produttivo deve ripartire in sicurezza e con i test

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Scuola, per mondo produttivo deve ripartire in sicurezza e con i test


La scuola deve ripartire, altrimenti non riparte nemmeno il Paese. E’ questo il leitmotiv che sembra aleggiare nel mondo imprenditoriale ed economico italiano. E se sul tema ci sono pochi dubbi, non si può dire lo stesso sull’operato del Governo.


Ad accendere la miccia è il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, che in una lettera ai presidenti delle associazioni confederate a proposito di scuole scrive: “In una settimana siamo passati dal ‘a casa solo la classe interessata’, poi a ‘chiuso l’intero istituto’, infine a ‘si valuterà volta per volta’, senza che sia chiaro chi lo farà e in base a che cosa di preciso“. Il numero uno di viale dell’Astronomia è raramente tenero con il governo, e nella lettera inviata alle associazioni critica la gestione della crisi da parte dell’esecutivo non fa sconti neanche sulla Scuola.



“Anche i dirigenti scolastici- osserva Bonomi- come toccò agli imprenditori in primavera, hanno sollevato il tema dello scudo rispetto alla responsabilità penale in caso di contagi” e il nostro è un “singolare Paese” in cui le responsabilità “non valgono mai ‘in alto’ ma si trasferiscono disinvoltamente ‘in basso'”. Per Mauro Lusetti, presidente di Legacoop, il tema vero è “questa questione del personale della scuola”, ci siamo “‘baloccati’ sulle questioni del distanziamento e l’acquisto dei banchi monoposto”, perdendo di vista quelle riguardanti il personale.


Del resto se è vera la stima secondo la quale sono 250mila le cattedre che rischiano di rimanere vuote, il dibattito sui test sierologici agli insegnanti diventa dirimente. “Non trovo nulla di strano” sottolinea l’economista Carlo Cottarelli, l’istruzione “è un servizio gestito dallo Stato, con dipendenti pubblici a contatto con la gente, mi sembra normale che si sottopongano ai test: se io fossi un insegnante lo farei“. Lorenzo Mattioli, presidente di Confindustria Servizi, ribalta invece il punto di vista: “Bene i test sul personale- è il suo ragionamento- ma pensiamo che grande attenzione vada posta sulle operazioni di sanificazione, da inserire in quelle necessarie azioni di tutela sanitaria che, ancora oggi, non sembrano trovare la giusta considerazione”.


Sulla stessa lunghezza d’onda Paolo Agnelli, presidente di Confimi Industria, per il quale i protocolli di sicurezza già ampiamente condivisi e utilizzati nell’industria “hanno dimostrato di essere un valido strumento di contrasto al contagio da covid”. Un sentiero tracciato dunque, che per il presidente di Coldiretti Ettore Prandini deve comunque passare anche per la didattica a distanza: “Non va dispersa l’esperienza fatta fino ad ora- il ragionamento di Prandini- è quindi importante superare il digital divide che spezza il Paese”. Per questo, il leader dell’associazione che riunisce gli imprenditori agricoli saluta positivamente “l’accordo fra Cdp e Tim per l’estensione della banda larga su tutto il territorio nazionale”.


Insomma, tutti d’accordo o quasi, perché per il presidente di Federalbeghi Bernabò Bocca, un ulteriore stop alla ripresa dell’anno scolastico sarebbe potuta essere un’occasione. “Noi speravamo in un’apertura posticipata delle scuole- ha spiegato il presidente dell’associazione degli Albergatori- avremmo potuto guadagnare una settimana di prenotazioni, invece si è preferito aprirle il 14 per poi richiuderle subito dopo per le elezioni e il referendum. Ma che senso ha?”.

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