Sei medici si cancellano dalla Uil

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Nel botta e risposta di questi giorni tra la Uil Fpl e la dirigenza dell’Asp di Enna si inseriscono anche sei medici in servizio presso l’Asp di Enna, ex iscritti della Uil, che criticano fortemente il “modus operandi” dei vertici provinciali della sigla sindacale.

Di seguito il testo della nota.

Perché ci siamo cancellati dalla Uil: questo modus operandi della Uil non ci piace

«Questo modo di fare sindacato non ci piace. La pecca più grande che attribuiamo alla suddetta sigla sindacale? Il mancato confronto con i componenti interni dell’organizzazione stessa che non ascolta la collegialità. La Uil, in qualità del suo segretario Gaetano Faraci, ha infatti intrapreso una “battaglia” mediatica nei confronti della Direzione sanitaria, a seguito della proposta avanzata dal commissario straordinario Francesco Iudica sulla nuova rete ospedaliera senza confrontarsi con il comparto medici e ha proseguito l’azione intrapresa gettando fango sul lavoro altrui con la divulgazione di notizie false. I toni usati dalla Uil risultano esasperati. Illazioni e mala fede, questo emerge dalle dichiarazioni comparse a mezzo stampa a firma del segretario Adamo; illazioni calunniose celate malamente dall’uso del condizionale “sembrerebbe” che altro non fanno che mettere in ombra il lavoro che svolgiamo ogni giorno in ospedale. Come iscritti Uil, avevamo aderito con entusiasmo alla Uil medici, perché riteniamo necessario dare vita ad un sindacato serio, che guardi agli interessi generale, che non si attacchi alla difesa di particolarismi dei singoli privilegi. Un sindacato che guardi veramente alla comunità e alla sua salute, accanto a questo un sindacato cosciente, che lavori affinché tutti e quattro i nosocomi ennesi siano preservati. Si doveva cambiare pagina! Invece un buco nell’acqua! A dirlo anche i dati, se si pensa ai 52 milioni di mobilitò passiva registrati. Un sindacato che si auspicava essere attento a quello che accadeva sul territorio e ai bisogni espressi dalla gente per questo ci è sembrata fuori luogo la posizione preconcetta assunta dal signor Gaetano Faraci a nome della Uil, senza nessun confronto interno. Alla Uil né confronti né dibattito, piuttosto una dittatura scomposta parrebbe. C’è l’impressione comune che si siano prese posizioni umorali, legate a fatti e valutazioni contingenti che oscillano nel quotidiano divenire. Questo – ribadiamo – per noi altro non è che un sindacato autoreferenziale che guarda a se stesso, con l’aggravante di utilizzare richieste di ispezione, una sicurezza per tutto il sistema, come minaccia piuttosto che garanzia. Si pensi all’ultima dichiarazione smentita con dati alla mano dalla Farmacia Ospedaliera con a capo Maria Grazia Mazza e dal Provveditorato stesso nella persona di Maria Concetta Perna, sulla mancanza di farmaci e presidi sanitari eccetto l’Urbason. Non hanno scritto solo al Papa! Noi non ci riconosciamo in questo modus operandi e ribadiamo, non è fomentando una guerra interna che si realizza il clima giusto in difesa e sostegno della sanità ennese».

Forse l’ispezione andrebbe fatta all’interno della Uil stessa? Per vedere se sono garantite le regole di democrazia !

Arcangelo Russo, Lello Vasco, Stefania Grasso, Ninni Gravina, Pamela Licata, Raffaella Iudicello.

 


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