settimana da incubo per Piazza Affari, balzo dello spread

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Settimana da incubo per Piazza Affari, balzo dello spread


Lo sbarco in grande stile del Coronavirus nel nostro Paese in cinque sedute ha fatto perdere a Piazza Affari qualcosa come 12 punti percentuali, il saldo peggiore dall’estate del 2011. Dai massimi dal 2008 toccati lo scorso 18 febbraio, la borsa di Milano ha perso il 14%.


Iniziata non lontano dalla soglia dei 25 mila punti, la settimana a Piazza Affari si è chiusa a 21.984,21, -3,58% rispetto al dato precedente. Andamento speculare per il differenziale di rendimento con i titoli tedeschi, il famigerato spread, passato in cinque sedute da 133 a 174,1 punti (+6,74% rispetto a ieri).



A livello di singoli titoli, -5,1% di Eni che, nel giorno della presentazione dei conti e del piano industriale, ha pagato pegno all’andamento generalizzato del listino meneghino e al nuovo tonfo registrato dal Brent, sceso sotto quota 50 dollari (49,1 $/barile, -5%), sui minimi da quasi tre anni. Il Cane a sei zampe ha terminato il quarto trimestre con un utile operativo rettificato di 1,8 miliardi di euro, 150 milioni in meno rispetto alle stime, e un utile netto di 546 milioni, contro i circa 600 attesi dagli analisti. Gli obiettivi contenuti nel piano industriale sono stati valutati “ambiziosi”.


“Sebbene il sentiment sul settore sia negativo sia per motivi fondamentali che per tematiche ESG, riteniamo che la pubblicazione del piano di oggi possa essere un catalyst positivo per il titolo”, hanno commentato gli analisti di Equita. Nel comparto, perdite più contenute per Tenaris (-2,95%) e Saipem (-1,44%).


Calo del 5,1% anche per Telecom Italia nel giorno in cui la società ha fatto sapere che il Cda è stato aggiornato sul progetto finalizzato a valutare possibili forme di integrazione delle reti in fibra ottica di TIM e Open Fiber. Il Consiglio, si legge nel comunicato, “ha preso atto positivamente dell’offerta non vincolante presentata dal fondo KKR per affiancare in esclusiva TIM nello sviluppo della rete in fibra”.


Tra i bancari segnaliamo il -3,87% di UniCredit, il -3,93% di Intesa Sanpaolo e il rosso di 4 punti percentuali registrato da Banco BPM. MPS ha invece lasciato sul parterre il 3,44% nel giorno dell’annuncio della cessione del portafoglio immobiliare composto da 28 immobili al private equity francese Ardian. Secondo le indiscrezioni riportate dalle agenzie, Ardian pagherà una cifra di poco inferiore ai 350 milioni di euro. (in collaborazione con money.it)

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