Sfiducia Bonafede, via a seduta in Senato

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Sfiducia Bonafede, via a seduta in Senato/Diretta


Si è aperta in Senato la seduta nella quale è in programma il voto delle mozioni di sfiducia al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Una mozione è stata presentata da tutto il centrodestra (Fdi, Fi, Lega), un’altra da Piu’ Europa.


Pepe – “Lei è il ministro delle scarcerarazioni allegre”. Così il senatore della Lega, Pasquale Pepe, presentando in Senato la mozione del centrodestra. “Lei ministro – ha aggiunto il leghista – non ha saputo far fronte alle rivolte spaventose, con 6mila detenuti coinvolti, 14 morti per overdose e 40 agenti feriti, per questo chiediamo la sfiducia”. “Lei ha scritto la pagina più buia della realtà carceraria italiana, lei ha nominato un capo del Dap che dovrebbe avere alto profilo e competenze, invece ha nominato Basentini che non ha competenze né carcerarie, né di antimafia, lei deve assumersi la responsabilità di questa nomina”, ha detto ancora.



“E non ha preso nessuna strategia per proteggere innanzi tutto gli agenti carcerari dal rischio del virus”, ha detto ancora Pepe, che poi ha ringraziato “Massimo Giletti che ha raccontato con coraggio la verità agli italiani”, riferendosi alla vicenda Di Matteo. “La sfiducia al ministro Bonafede significa la sfiducia al governo, un motivo in più per votarla, gli italiani ve ne saranno grati, colleghi”, ha concluso.


Bonino – “Chiediamo le sue dimissioni, ministro, non perchè è sospettato ma perchè non vogliamo un ministro della Giustizia che sia rappresentante della cultura del sospetto”. Sono le parole con cui Emma Bonino ha illustrato in Senato la mozione di sfiducia. “Della malattia della giustizia lei è il sintomo e non il rimedio, se rimarrà a via Arenula contribuirà a farla diventare cronica diffondendo la paura della giustizia”, ha aggiunto Bonino. “A chi mi dirà che non si può sfiduciare il ministro senza mettere a rischio il governo, mi limito a ricordare che qui oggi si discute di altro. E cioè di quale politica per la giustizia serva all’Italia. Se la continuità del governo dovesse significare la continuità della politica della giustizia, signor ministro, io inviterei tutti a considerare che l’Italia non ne avrebbe nessun giovamento”, ha detto ancora. “Non può essere l’unica risposta ‘non si può far cadere il governo'”, ha evidenziato.


Pellegrini – “Lei è il ministro che il Movimento 5 Stelle sognava, che questo paese meritava e che questo governo sostiene con forza”. Sono le parole con cui il senatore grillino Marco Pellegrini ha aperto il suo intervento. “La sfiducia alla quale alcune forze politiche la stanno sottoponendo è l’attacco ad un nuovo modello di paese, più vicino ai cittadini, più equo, più solidale. Forte con i potenti e giusto con gli ultimi e gli indifesi. Lei fino ad oggi si è dimostrato un ministro capace di affrontare con coraggio, determinazione e risolutezza problemi lasciati irrisolti dai suoi predecessori per decenni”, ha aggiunto.


Paragone – “Non le confermerò la fiducia, dico quello che diceva Aristotele ‘Platone mi è amico, ma la verità di più”. Così il senatore Gianluigi Paragone, parlando in Aula, nel corso del voto di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. “Sono con Di Matteo senza se e senza ma, ancora oggi non è chiaro perché Basentini fu scelto al Dap, e Di Matteo non c’è andato”, ha detto nel suo intervento il senatore ex M5S, tornando sulla vicenda della mancata nomina di Di Matteo al Dap.


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redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.

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