Sicilia, rimpasto in Giunta. Grasso: “Non sono vittima di giochi di palazzo”

Condividi l'articolo su:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  


PALERMO – “Una volta rassegnate le mie dimissioni da assessore alle Autonomie locali e alla funzione pubblica, da persona, da donna, prima ancora che da rappresentante delle istituzioni, sento il dovere di ringraziare tutti coloro che hanno lavorato al mio fianco, i dipendenti regionali, il presidente della Regione e i colleghi assessori coi quali ho condiviso un’esperienza di governo che mi ha certamente arricchita e che ha contribuito ad accrescere il mio bagaglio personale, un bagaglio fatto di esperienze e umanità che mi ha permesso di stare a contatto con la gente e coi loro rappresentanti locali, offrendomi l’opportunità di interloquire sempre in maniera positiva e propositiva e così continuerà ad essere, dal momento che da parlamentare, oltreché da neo coordinatore provinciale di Forza Italia, questo dialogo non solo non verra’ meno ma si intensificherà”. Lo scrive in un post Facebook Bernardette Grasso, che comunica ufficialmente la fine della sua esperienza nel governo della Regione Siciliana guidato da Nello Musumeci. Ad ore è attesa la comunicazione ufficiale sul cambio di due assessori in giunta: l’altro addio è quello di Edy Bandiera, che finora ha guidato l’assessorato all’Agricoltura. In pole position per la sostituzione di Grasso e Bandiera ci sono Toni Scilla e Marco Zambuto. “Bernardette Grasso non si sente, perche’ non lo e’, vittima di un sistema di giochi di palazzo che in realtà non ci sono stati, ma solo la richiesta da parte di altre province di essere rappresentate in giunta regionale – ancora il post -. La coerenza e la dignità che ho cercato di trasferire nell’ambito delle istituzioni mi appartengono e mi distinguono”.



Source link


Condividi l'articolo su:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.