Sperlinga, presentato il libro di Giada Trebeschi “L’amante del diavolo”

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Torna in Sicilia e soprattutto nell’ennese l’eclettica scrittrice emiliana Giada Trebeschi, questa volta nel suggestivo contesto storico e culturale del Castello di Sperlinga in occasione della Settimana del Libro promossa dall’amministrazione comunale sperlinghese guidata dal sindaco Pino Cuccì.

Sabato 29 giugno è stata l’occasione per presentare il thriller storico ambientato nella Roma e Firenze rinascimentali del XVI secolo. A curare questa particolare presentazione ancora una volta l’Ecomuseo Petra D’Asgotto di Nicosia che ha saputo mettere in piedi una scenografia suggestiva e carica di quella atmosfera tipica dei tempi dell’Inquisizione.

Non si è trattato della solita presentazione di un testo, questa volta gli organizzatori dell’Ecomuseo Petra D’Asgotto hanno ideato un percorso che partendo dall’ingresso del castello ha condotto gli spettatori attraverso una serie di ambienti legati alle tematiche del mondo della magia, della superstizione e della stregoneria. Presenti in questo particolare contesto anche i sindaci di Sperlinga e Nicosia.

Il primo di questi ambienti è stato ricreato proprio sotto la celebre incisione “Quod Siculis placuit, sola Sperlinga negavit”, Salvatore Lo Pinzino, appassionato di storia locale, ha raccontato le vicende legate alla storia del castello. Sullo sfondo spiccavano due strane figure, un diavolo ed una persona con un mantello nero ed una maschera bianca, che osservavano in silenzio e stuzzicavano il pubblico presente .

Nella seconda scena la neuropsichiatra Maria Assunta Spinelli ha spiegato il significato della superstizione nella nostra società odierna, che nonostante l’ostentata modernità ancora è intrisa nella nostra stessa cultura. Sullo sfondo una signora mostrava l’antico rito dell’olio per togliere il malocchio ed il mal di testa.

La terza scena si è svolta nella parte più antica del castello, nel vecchio camino, in questo luogo Patrizia Castrogiovanni, affiancata da un mago che preparava delle pozioni ed un monaco che raccoglieva delle erbe, ha spiegato come anche l’antica conoscenza dell’erboristeria sia legata in qualche modo ai riti magici. In tempi antichi il popolo non essendo a conoscenza delle proprietà di alcune erbe, legava il concetto di guarigione a quello della magia e di conseguenza a quello di superstizione.

Nella stanza della meridiana il geologo Giovanni Bonanno Conti ha parlato di pietre, minerali e gemme spiegandone prima le proprietà scientifiche e successivamente ha raccontato le leggende legate ad alcuni tipi di minerali.

Nella cappella del castello si sono nuovamente palesate le due maschere della prima scena, il diavolo e la donna mascherata, in realtà una strega. Le due figure si sono smascherate e si è capito da chi fossero interpretate, ovvero il diavolo da Maria Elena Costa, moderatrice dell’incontro e la strega Giada Trebeschi, autrice del libro. In quest’ultima location è iniziata la presentazione del romanzo.

Il titolo del libro “L’amante del diavolo” è riferito all’accusa che veniva fatta, durante il periodo dell’Inquisizione, alle streghe, amanti per via di un presunto patto stretto con il principe delle tenebre. Durante la presentazione si è parlato di Inquisizione ed attraverso delle stampe delle torture che le presunte streghe subivano durante i terribili interrogatori. Si è parlato anche di oggetti magici secondo le tradizioni popolari, come ad esempio il setaccio, la scopa o lo specchio.

Il discorso poi è caduto ai giorni nostri, dove ancora oggi la donna, con una spiccata intelligenza in grado per certi versi di oscurare l’attività dell’uomo, non viene vista di buon occhio dalla società. Ancora oggi nella nostra società prevale la paura per il diverso, in tempi antichi alimentata dall’ignoranza del popolo nel credere a tutto ciò che veniva detto da chi aveva interesse a spazzare via nemici o persone scomode e tante furono le vittime dell’Inquisizione dovute a questa pratiche delatorie. Oggi anche se l’ignoranza è meno diffusa, è soprattutto la mancanza di fiducia nell’uomo ad isolare e combattere il diverso.

Questa particolare ed itinerante presentazione si è conclusa presso la sala del principe, con la degustazione della birra artigianale 24 Baroni e dei particolari biscotti a forma di dita di strega realizzati dal panificio il Pane di Maria. Anche nel rinfresco si è continuato nel tema della stregoneria e della superstizione, la birra infatti era la bevanda preferita dalle streghe secondo le antiche credenze popolari.

 


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