Svolta storica, l'Esa apre agli astronauti disabili

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Dopo 11 anni ripartono le selezioni per i nuovi equipaggi europei e l’Agenzia presenta anche il progetto Parastronauti. Luca Parmitano: “Non siamo super-eroi”

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Il progetto Parastronauti dell’Esa (Foto ESA)
Roma, 16 feb. (Adnkronos)

Svolta storica quella annunciata dall’Agenzia Spaziale Europea che apre per la prima volta agli astronauti disabili nel nuovo round di selezioni di equipaggi da mandare in orbita, a 11 anni dagli ultimi test. Il nucleo di questa azione “inclusiva” e aperta anche a portatori di handicap è il progetto Parastronauti per il quale l’Esa ha stanziato un milione di euro “iniziali” e aperto un filo diretto con il Comitato Paralimpico Internazionale. Usando la tabella del Comitato paralimpico, l’Esa ha stilato una sorta di classifica per individuare “i diversi tipi e gradi di menomazioni, in particolare l’elenco delle menomazioni ammissibili”. Il progetto Parastronauti è stato lanciato nel corso della conferenza stampa convocata dall’Esa per illustrare le nuove selezioni di astronauti. All’incontro hanno partecipato l’astronauta italiano Luca Parmitano, il futuro Dg Esa Josef Aschbacher, la responsabile del Diversity Officer, Ersilia Vaudo-Scarpetta, il Team Leader di I-Hab, Sara Pastor, e la Human Resources Business Partner Antonella Costa. “Sia io che Samantha Cristoforetti, insieme agli altri miei colleghi astronauti, abbiamo sempre contrastato il concetto di astronauti-super eroi, siamo persone normalissime che fanno forse un superlavoro” ed ora il programma per i disabili farà aprire ad ancora più persone la possibilità di fare” attività spaziali, ha detto l’astronauta italiano dell’Esa Luca Parmitano.


Le selezioni per i nuovi equipaggi europei partono il 31 marzo e si chiudono il 28 maggio prossimo. E’ questa l’occasione per presentare la domanda anche se si ha un deficit fisico. L’Esa sta cercando “individui qualificati psicologicamente, cognitivamente, tecnicamente e professionalmente per farli diventare astronauti” anche se portatori “di una disabilità fisica che normalmente impedirebbe di essere selezionati a causa dei requisiti imposti dall’uso degli attuali hardware spaziali”. L’obiettivo dell’Esa è realizzare comunque una missione spaziale “sicura e utile”, i deficit presi in considerazione possono riguardare gli arti inferiori (ad esempio dovuto ad amputazione o deficit congenito degli arti); persone che hanno una differenza di lunghezza delle gambe (arti mancanti o accorciati alla nascita o in seguito a traumi), persone di bassa statura (130 cm). (di Andreana d’Aquino)



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