Una lettrice di Troina racconta con il cuore spezzato la tragica morte di Neve, la sua cagnolina maremmana avvelenata in modo vile e crudele. L’animale, mamma di cuccioli nati da poche settimane, è stato vittima di un gesto che ha lasciato orfani i suoi piccoli e un vuoto incolmabile nella famiglia che la amava.
Neve era parte integrante della famiglia: dolce, protettiva e sempre gentile. Qualcuno, però, ha deciso di toglierle la vita con un atto che va oltre la cattiveria, configurandosi come un vero e proprio crimine. Il Codice Penale italiano, infatti, punisce severamente questi comportamenti attraverso l’articolo 544-bis (uccisione di animali) e il 544-ter (maltrattamento di animali), che prevedono pene fino a due anni di reclusione per chi uccide con crudeltà e fino a tre anni per chi provoca sofferenze o lesioni.
La proprietaria lancia oggi un appello forte alle autorità e ai cittadini: controllare i quartieri, segnalare qualsiasi esca o cibo sospetto e non voltarsi dall’altra parte. Gli avvelenamenti di animali, infatti, non colpiscono solo loro, ma rappresentano un pericolo anche per bambini e altri animali che vivono liberi nel territorio.
“Neve non tornerà più, ma la sua storia può servire a salvare altre vite”, scrive la lettrice. “A chi l’ha fatta soffrire non auguro vendetta, ma coscienza. A chi ama gli animali chiedo di unirsi e di non tacere più davanti a queste atrocità”.
