Truffa all’Ue sui contributi agricoli, 23 gli indagati, sequestrati beni per circa 280 mila euro

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La Procura della Repubblica di Enna, nell’ambito di una vasta attività d’indagine sotto la direzione del procuratore Massimo Palmeri, coordinata dal sostituto procuratore Domenico Cattano, dando seguito all’ordinanza emessa dal Gip Vittorio Giuseppe LA Placa, il 26 luglio odierna ha dato esecuzione al sequestro preventivo per equivalente per un valore pari a circa 280.000 euro, nei confronti di B.C.M.R, M.A.G., L.P.G., R.F.S., F.A., F.S., I.S.A., Z.F., F.N.A., G.P., M.F.A., C.A, G.A., T.C. e D.M.S.M.D. residenti nelle provincie di Enna, Messina e Catania, tutti indagati per i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falso.

I militari dell’Arma e della Guardia di Finanza, attraverso l’esame della documentazione contabile ed amministrativa, l’esecuzione di numerosi controlli nei confronti dei titolari delle aziende agricole beneficiarie e l’esecuzione di indagini finanziarie, hanno scoperto una articolata truffa di oltre 280.000,00 euro perpetrata ai danni dell’Unione Europea.

Questi i frutti di una capillare attività d’indagine espletata dalla sezione di polizia giudiziaria dell’aliquota Carabinieri in sinergia con il gruppo della Guardia di Finanza e con il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Enna che hanno fatto emergere, nello specifico, la percezione illecita di contributi comunitari per l’agricoltura erogati dall’Agea in favore di aziende agricole a vario titolo riconducibili agli indagati.

L’indagine odierna conferma in modo inequivocabile che i soggetti interessati non solo avevano utilizzato indebitamente particelle catastali di terreni ricadenti nel territorio siciliano, ma anche beni demaniali siti in Sicilia ed in altre Regioni d’Italia, attraverso la presentazione di falsi contratti di conduzione e/o dichiarazioni sostitutive.

I falsi e le truffe sarebbero state realizzate inoltre grazie alla complicità di operatori dei Centri Assistenza Agricola, presso i quali è stato riscontrato come le credenziali assegnate dal Sian (Sistema Informatico Agricolo Nazionale) e legate in modo esclusivo all’operatore o responsabile di sede, venivano fraudolentemente utilizzate anche da soggetti terzi collusi.

Non si ferma quindi il contrasto alle frodi dirette alla indebita percezione dei fondi europei da parte della Procura di Enna che, coadiuvata dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza, continua l’attività di repressione delle condotte illecite che ledono gli interessi di bilancio dell’Unione Europea e degli imprenditori agricoli onesti.

 


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