Tutor all’università: conviene?

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Il tutor all’università fa ormai parte del vissuto di ogni studente e rappresenta per molti un punto di riferimento. La sua figura è stata legittimata e riconosciuta dalla Legge numero 341 del 19 Novembre 1990 “Riforma degli ordinamenti didattici universitari”. Opera in tutti i contesti educativi ed è quindi presente sia nelle scuole dell’obbligo sia all’università. Da quando ci sono le università telematiche, lavora anche come tutor online, con le stesse mansioni del tutor in presenza, con la differenza che può essere contattato a distanza con l’utilizzo di diversi strumenti. Per atenei online Unicusano il tutor è un ruolo molto importante per aiutare le matricole a orientarsi meglio davanti alla lista di corsi di laurea triennale telematica, perché ha un’esperienza maggiore e perché conosce bene gli strumenti per procedere all’iscrizione e per seguire i corsi. Un punto di riferimento.

Cosa fa il tutor universitario

Il tutor universitario fornisce assistenza agli studenti universitari durante tutto il percorso di studi. Risulta particolarmente utile per le matricole, soprattutto per divincolarsi tra la burocrazia, l’organizzazione dell’università e l’inserimento in un ambiente nuovo.
Il tutor non è un docente e quindi non fa lezione o aiuta gli studenti nella preparazione universitaria, ma li guida nella scelta dei corsi da seguire, nell’organizzazione del piano di studi ed offre consulenza nella redazione della tesi. Ha degli orari prestabiliti di ricevimento e solitamente può essere contattato anche via mail. Essendo anche lui ancora studente o comunque avendo tanta esperienza accademica, è considerato un mediatore tra studenti e corpo docente, perché interviene anche nelle situazioni interne tra studenti e organizzazione delle lezioni.

Come si diventa tutor universitario

Per diventare tutor universitario bisogna partecipare a dei bandi interni organizzati dalle università, che sono destinati a laurendi, neolaureati o dottorandi. Una volta vinto il bando, prima di cominciare l’attività, è previsto un corso di formazione interno per preparare il tutor al ruolo da svolgere. Il contratto da tutor universitario dura dai sei mesi ad un anno ed è complementare a quello della segreteria.

Conviene diventare tutor universitario?

L’esperienza del tutorato è sicuramente interessante, perché consente di entrare in contatto con il pubblico e quindi testare le proprie attitudini comunicative. È inoltre una buona palestra per sviluppare delle competenze nell’ambito della gestione delle risorse umane e per migliorare l’empatia, una caratteristica essenziale per lavorare in team. Dal punto di vista retributivo invece desta qualche perplessità, anche se non è un lavoro che richiede tantissimo impegno. Lo si può considerare un lavoretto utile durante il periodo universitario per togliersi qualche sfizio e tenersi impegnati, anche perché parliamo di una paga oraria di 10-15€ l’ora, che aumenta solo nel caso di grandi atenei. L’impegno in numero di ore va da un minimo di 30 ore fino ad un massimo di 90 per anno accademico.

Le attitudini del tutor universitario

Per diventare tutor universitario bisogna innanzitutto essere informato sul mondo accademico: pagamento tasse, tempi di consegna delle domande, gestione delle lezioni etc. In un periodo come questo inoltre è indispensabile essere empatici e soprattutto restare aggiornati su tutti i cambiamenti post-Covid dell’università, che ha introdotto nuovi sistemi educativi, nuove modalità di accesso alle aule e tutta una serie di regolamenti che è bene trasferire con precisione. Deve inoltre apprezzare il contatto con il pubblico perché si avrà a che fare con persone provenienti da molteplici realtà, con aspirazioni e caratteri molto diversi tra loro. Aiuta infine una buona dose di problem solving, soprattutto quando parliamo di burocrazia e organizzazione delle lezioni.

 


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