Ue, accordo su riforma Mes

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Ue, accordo su riforma Mes


I ministri riuniti nell’Eurogruppo hanno raggiunto l’accordo previsto sulla riforma del Mes e sul backstop per il Fondo di risoluzione unico.


“Abbiamo raggiunto un accordo sulla ratifica della riforma del trattato del Meccanismo Europeo di Stabilità. La firma del trattato sarà a gennaio”, ha detto il presidente dell’Eurogruppo Paschal Donohoe, in conferenza stampa al termine della riunione, dopodiché “partiranno le procedure nazionali di ratifica. Oggi abbiamo anche concordato di introdurre il backstop” per il Fondo unico di risoluzione (Single Resolution Board) “all’inizio del 2022, due anni prima del previsto”.



L’approvazione della riforma del Mes è “una buona notizia per i cittadini e le imprese” dei Paesi della zona euro perché irrobustisce l’Unione bancaria e l’accordo è stato possibile solo perché oggi “le banche europee sono molto più forti di dieci anni fa”, avendo ridotto i rischi. Lo ha sottolineato il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, in conferenza stampa. “Senza” il rafforzamento delle banche trovare un accordo sull’anticipazione del backstop per il Fondo unico di risoluzione “sarebbe stato molto più difficile”.


Il backstop, o garante di ultima istanza, del Fondo Unico di Risoluzione sarà una linea di credito fornita dal Mes e “minimizzerà il contagio” nel caso dovesse fallire una banca dell’Eurozona, ha spiegato il direttore generale del Mes Klaus Regling. L’anticipo al 2022 del backstop, rispetto al previsto 2024, è stato possibile perché è stata appurata una considerevole riduzione dei rischi nei bilanci delle banche dell’area euro.


Il testo diffuso dall’Eurogruppo al termine della riunione di oggi è “equilibrato” e “ha richiesto una discussione e un negoziato intenso. E’ in linea con le nostre richieste e le nostre condizioni, in quanto non prevede alcun irrigidimento delle regole di supervisione bancaria e mantiene tutti gli attuali elementi di flessibilità, come avevamo richiesto e indicato” ha spiegato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.


“La cosa positiva – ha aggiunto – è l’introduzione anticipata del common backstop e un accordo che fa compiere un passo avanti al processo dell’unione bancaria. E’ anche positivo che si certifichi che tutti gli Stati membri hanno compiuto sufficienti progressi sul piano della riduzione dei rischi per consentire questa introduzione anticipata del backstop. L’Italia figura tra coloro che hanno compiuto questi progressi e non tra coloro che, pur avendoli compiuti, devono essere menzionati come Paesi che non hanno superato i benchmark indicati nel 2018”. “E’ anche un riconoscimento – ha sottolineato Gualtieri – dei progressi compiuti dal sistema bancario italiano, che oggi appare solido e non più collocato, come è stato per molto tempo, tra quelli con elementi di fragilità. E’ un riconoscimento positivo, che giudichiamo importante e che concorre a farci considerare positivo l’esito dell’Eurogruppo di oggi”, ha concluso.


Mes, cos’è e cosa prevede la riforma

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