Una commedia che ha il sapore di tragedia

Enna Castello Lombardia
Condividi l'articolo su:

Continuano I fermenti pre elettorali e mentre qualcuno si è già sbilanciato annunciando o facendo annunciare la propria candidatura più o meno spudoratamente, non curandosi di essere stato per anni e anni organico e funzionale al “sistema logoro e abusato” ( era un simpatico termine che si riscontrava nel correttore di Word anni addietro, ma ci sembra molto appropriato utilizzarlo), che ha portato la città di Enna verso il baratro in cui si trova, qualcun altro, ci risulterebbe, avrebbe sguinzagliato i propri “bravi” a tastare il polso alla cittadinanza per verificare se la propria candidatura, altrettanto “logora e abusata” possa essere più o meno gradita, per calarla con un clamoroso blitz, dopo aver fatto “bruciare” tutti I nomi, all’ultimo momento, pensando di essere il “deus ex machina” e forse, chissà, dopo le deludenti esperienze che hanno fatto gli ennesi negli ultimi trent’anni, protagonista anche un dissesto e un successivo miracolo economico del quale avrebbe saputo approfittare anche una baby amministrazione, oggi potrebbe fare qualcosa di serio per rilanciare la città, ma dovrebbe cominciare da zero. Nel frattempo la cittadinanza, con la quale ci confrontiamo quotidianamente, lamenta grande sfiducia nelle istituzioni tutte, sente parlare di corruzione e vede che non si muove foglia, Molti non credono più nella Magistratura, e sebbene si dicano, fortunatamente, convinti di votare no alla controriforma che sa tanto di santa inquisizione da parte di Nordio e della Meloni, non si sentono tutelati da alcuni magistrati. Per non parlare della sanità, in merito alla quale chi dovrebbe parlare perché massima autorità cittadina, non ha mai aperto bocca, vedi Ciss abbandonato con una luce sempre accesa a Pollicarini . E I giovani? Sembrano più allineati degli anziani: portano avanti soltanto le problematiche che sono loro ordinate, senza scalfire determinate piaghe come quella dell’acqua che una volta era pubblica e che oggi è gestita da una società che sta operando un vero e proprio flagellante stillicidio fatto di tariffe esose, verso la cittadinanza, con un ATI, assolutamente assente che necessiterebbe a dire di molti, l’immediata surroga dei suoi vertici. Nessuno dei politici, ancora ha preso una posizione chiara e netta a sul  problema idrico, ad eccezione di Fabio Venezia e del forestiero Ismaele La Vardera, che da indiscrezioni, pare sia stato contattato da alcuni ennesi per presentare una lista del suo movimento, ma qualcun altro lo vorrebbe contattare per dirgli di stare molto attento, poiché fra I suoi “spasimanti” vi sarebbero “scontenti” del “sistema” ma che da esso avrebbero avuto, tanto. Troppo facile candidarsi con La Vardera, oggi va di moda. Ci ricorda la Rete di Orlando e il Movimento Cinque Stelle, ovvero le sedicenti panacee di tutti I mali che negavano destra e sinistra sputandovi sopra ma che dopo , il primo,  Orlando, si alleò, nel 1994 con Occhetto, favorendo Berlusconi e ora, in un bel “remake”, Conte, dopo essere stato compagno, anzi, camerata di merende di Salvini, dopo aver fatto fuori il comico Grillo, si è concesso “a gratis” ad Elly Schlein. E se parli con loro disprezzano ancora il Pd ma ci vanno a letto insieme. Insomma, é una politica, ad Enna, come a Palermo e a Roma, che ha bisogno di un rinnovato amore per le idee, cattoliche, socialiste e persino liberali, di nomi che facciano parlare di sé, che escano fuori dei nuovi Sturzo,  Colajanni, Berlinguer, De Gasperi, Gramsci, Moro, Pertini, giá, perché di D’Alema alla Kore per dare la volata a qualcuno, non sa più che farsene. Ah, va ricordato che D’Alema, nel settembre scorso ha bivaccato con Putin e Kim Jong – un. Intanto, qualcun altro ha appena ricevuto la benedizione dal saltellante Tajani,  si, proprio lui, quello che cantava a ritmo di tamburello: “chi non salta comunista é”, e nel contempo legittimava indirettamente il genocidio a Gaza. Che brutta cosa stargli accanto. Insomma, si preannuncia una bella commedia all’ennese. Ma siamo proprio sicuri che il fine sarà lieto? Alle matite copiative la risposta.

Mario Antonio Filippo Pio Pagaria

 


Condividi l'articolo su: