Vaccino, Locatelli: "Una sola dose per chi già ha avuto covid"

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Domani “ci sarà una circolare”

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Foto Fotogramma
(Adnkronos)

Una sola dose di vaccino per chi ha già avuto il Covid. Domani ci sarà “una circolare” del ministero della Salute “per la quale vi è stato un parere sia dell’Aifa sia del Css”, che prevedrà la somministrazione di “una sola dose per quanto riguarda i soggetti già infettati in passato, in quanto l’infezione sostanzialmente svolge il ruolo di ‘priming’ normalmente svolto dalla prima dose”. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, nel corso della conferenza stampa sul nuovo Dpcm, precisando che è prevista “la sola eccezione dei soggetti immunodepressi, per il principio di massima cautela”.


“La variante inglese” del Covid “ha maggior potere infettante sulla popolazione pediatrica”, e “abbiamo anche noi delle evidenze chiare” di questo. In particolare, “nelle fasce tra i 10 e i 19 anni ma anche tra i 6 e i 10 anni vi è un aumento del numero dei casi”. Tuttavia, “ribadiamo in maniera molto chiara che questo maggior potere infettante non si associa a patologia più grave”, ha evidenziato Locatelli.

“La sospensione delle attività didattica in presenza proprio perché siamo in un contesto epidemiologico particolare viene a coinvolgere scuole ogni ordine e grado”, ha evidenziato Locatelli. “E’ informazione largamente nota che la variante inglese non mostra resistenza all’effetto protettivo indotto dalla vaccinazione con tutti e tre i vaccini ad oggi presenti nel paese”, ha precisato.

Quanto alla variante brasiliana, “da un lato vi sono delle segnalazioni da parte dei colleghi brasiliani di soggetti reinfettati”, tuttavia “non vi sono ad oggi pubblicazioni scientifiche che abbiamo reso disponibile questo tipo di informazione” e “quindi il dato è che semmai andrà verificato con studi oculatamente programmati anche nel nostro paese”.

In ogni caso, ha aggiunto il presidente del Css, “anche eventuali reinfezioni di fatto non si dovrebbero connotare con forme di particolare gravità”.

Il “virus tende a mutare” e “tendono a emergere alcune varianti, soprattutto quelle “connotate da maggiore capacità contagiante”, ma “da qui a dire che la variante possa sfuggire all’effetto indotto in termini di immunità protettiva dal vaccino andrei estremamente cauto. Credo che tutte queste valutazioni debbano essere improntate a sobrietà comunicativa e senso di responsabilità”, ha rimarcato Locatelli facendo riferimento alla variante nigeriana scoperta a Brescia.



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redazione

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