Via libera al DDL Zone Montane: 200 milioni l’anno e incentivi fiscali per rivitalizzare le aree interne

DDL Zone Montane
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Il Senato ha dato il via libera definitivo al disegno di legge “Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane”, un provvedimento che stanzia 200 milioni di euro annui per il triennio 2025-2027 e introduce una serie di agevolazioni fiscali e contributive per contrastare lo spopolamento delle aree montane italiane.

Detrazione al 100% per i giovani under 40

Tra le misure più significative, il provvedimento prevede che i giovani sotto i 40 anni che acquistano la prima casa in comuni montani con meno di 2.000 abitanti potranno beneficiare di una detrazione del 100% sugli interessi passivi fino a 500 euro e dell’80% fino a 1.125 euro. Un incentivo concreto per favorire il trasferimento dei giovani verso le aree interne del Paese.

Tassazione agevolata per chi si trasferisce

Chi decide di trasferirsi in queste zone potrà inoltre beneficiare di una tassazione ridotta al 15% sul reddito da lavoro fino a 28.000 euro e al 20% fino a 55.000 euro, a condizione di non essere stato residente nei cinque anni precedenti e di impegnarsi a restare almeno cinque anni nel comune di destinazione.

Sono previste anche riduzioni fino al 75% dell’addizionale comunale IRPEF e del 50% per le seconde case. Per chi acquista immobili abbandonati in comuni con meno di 5.000 abitanti, le imposte di registrazione, ipotecaria e catastale saranno fisse a 200 euro ciascuna.

Incentivi per le imprese e il lavoro agile

Il decreto prevede inoltre agevolazioni contributive per chi avvia attività economiche nelle aree montane. In particolare, è stato introdotto l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali fino a 8.000 euro annui per le imprese che adottano il lavoro agile (smart working) e i cui dipendenti lavorino stabilmente trasferendosi in comuni montani con meno di 5.000 abitanti.

Criteri aggiornati e fondo da 200 milioni

La legge aggiorna i criteri per individuare i comuni montani, che saranno rivisti annualmente in base ai dati ISTAT. In caso di fusioni o scissioni, la qualifica di “montano” sarà mantenuta o persa solo in presenza dei nuovi requisiti tecnici.

Il provvedimento istituisce un fondo da 200 milioni di euro annui destinato a sostenere il ripopolamento, la sostenibilità familiare, l’assistenza all’infanzia, riduzioni tariffarie sulle utenze e la promozione dei prodotti agroalimentari tipici del territorio.

Le risorse saranno destinate a finanziare servizi essenziali come sanità e istruzione, con incentivi specifici per medici, operatori sanitari e insegnanti disposti a lavorare nei comuni montani. Altri fondi saranno indirizzati ad agricoltura, mobilità, infrastrutture digitali e turismo, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita degli abitanti e rendere più attrattivi territori che negli ultimi decenni hanno sofferto di spopolamento e marginalizzazione.

Il DDL Montagna diventerà legge dello Stato con la prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. I prossimi mesi saranno cruciali per la stesura dei decreti attuativi e per la definizione delle modalità operative di questa riforma che punta a invertire il trend di abbandono delle aree interne italiane.

 


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