Voto Connection, rinviati a giudizio 87 persone tra cui l’ex sindaco di Gangi Ferrarello e l’attuale Migliazzo

Condividi l'articolo su:

Si terrà il 4 dicembre davanti al gip del Tribunale di Termini Imerese, Claudio Emanuele Bencivinni, l’udienza preliminare del processo “Voto Connection”, che riguarda 87 persone, perlopiù indagate a vario titolo di attentato ai diritti politici del cittadino e corruzione elettorale.

L’inchiesta, denominata “Voto Connection”, in questi mesi si è allargata fino a coinvolgere 87 soggetti (inizialmente erano 96), tra i quali il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta, l’attuale sindaco di Gangi, Francesco Migliazzo e l’ex sindaco Giuseppe Ferrarello.

Tra gli indagati spiccano i nomi di alcuni indagati eccellenti, come quello dell’ex Presidente della Regione siciliana Totò Cuffaro, che si sarebbe impegnato per fare eleggere all’ARS Filippo Maria Tripoli, attuale sindaco di Bagheria e candidato non eletto nella lista Popolari e autonomisti.

Richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata anche per l’assessore regionale al Territorio Toto Cordaro (Popolari e autonomisti), che secondo l’accusa “sia prima che dopo l’elezione di Francesco Giunta, più volte assicurava ad Agostino Rio il mantenimento della promessa di assunzione” come anche il corriere di tale Giuseppe Pileri, cognato del genero Giacomo Carlisi, e il capogruppo all’ARS di “Diventerà Bellissima” (il Movimento del Presidente Nuccio Musumeci) Alessandro Aricò, che avrebbe fatto ottenere un posto di tirocinante al figlio del consigliere comunale termitano Michele Galioto. A supportare la tesi dell’accusa vi sarebbero, secondo i magistrati, le intercettazioni dei Carabinieri.

Chiesta invece l’archiviazione per Gioacchino Sanfilippo di Trabia perché il fatto non sussiste e per Giuseppe Di Blasi per la tenuità del fatto. All’udienza del 4 dicembre potranno costituirsi parte civile i tre enti pubblici individuati come parte offesa: la Regione Siciliana, i Comuni di Termini Imerese e Gangi.

Questi i nomi di tutti gli 87 indagati per i quali il pubblico ministero Annadomenica Gallucci ha richiesto il rinvio a giudizio: Salvatore Caputo, Mario Caputo, Benito Vercio, Stefano Vinci, Michela Galioto, Maria Bellavia, Agostino Rio, Francesco Giunta, Giuseppe Pileri, Giacomo Carlisi, Maria Grazia Rio, Mario Battaglia, Giuseppe Scaletta, Fabio Maciocia, Santina Sodaro, Giovanni Muscarella, Pietro Corso, Annalisa Rio, Sergio Tucciarello, Davide Tucciarello, Maria Antonina Tucciarello, Angelo Scaglione, Salvatore Caltagirone, Antonio Butera, Liborio Pusateri, Salvatore Cordaro, Vito Patanella, Alessandro Ariccò, Nicola Santovito, Salvatore Cammarata, Salvatore Carollo, Mario Faso, Teresa Macaluso, Davide Saija, Salvatore Pecoraro, Dario Guercio, Maurizio Sgroi, Renato Volo, Rossella D’Agostino, Giacomo Imburgia, Nicola Bordino, Alessandro Saro, Alfonso Pagano, Angelo Attaguile, Gioacchino Orlando, Giuseppe Ferrarello, Santo Barreca, Antonio Placenti, Francesco Paolo Migliazzo, Natalia Andaloro, Salvatrice Ferraro, Santina Giaconia, Carmela Russo, Annalisa Semola, Giuseppina La Placa, Giusi Ferraro, Barbara Vincenza Sillitti, Maurizio Nasello, Emanuele Nasello, Antonio Spitale, Roberto Quattrocchi, Fabio Salerno, Salvatore Cuffaro, Giuseppe Campagna, Filippo Tripoli, Francesca Vercio, Nicola La Core, Calogero Ferlazza, Agostino Serio, Paolo Scibetta, Antoino Saldì, Maria Vittoria Rotino, Alberto Roma, Santo Piazza, Mariano Macaluso, Giuseppe Galioto, Giovanni Antista, Domenica Vazzano, Carmelo Di Rosa, Francesco Antonio Sarullo, Salvatore Cusimano, Michele Crivello, Giuseppe Sudano, Giuseppe Anastasio, Marco Pollaci, Vincenzo Aliseo, Cosimo Faulisi.

 


Condividi l'articolo su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *