Caro prezzi: i costi elevati pesano anche sul Natale

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Il periodo che stiamo affrontando non è dei più semplici. Le circostanze eccezionali degli ultimi mesi, infatti, hanno apportato dei rincari in ogni settore del quotidiano. Dal cibo alla corrente elettrica, fino ad arrivare ai beni di consumo. Le cose non sono migliorate nemmeno a Natale, quando le famiglie dovranno rivedere i propri piani iniziali all’insegna del risparmio.

Natale 2022: i maggiori rincari

Cosa c’è di meglio durante le festività natalizie che riunirsi tutti attorno ad una bella tavola imbandita? Probabilmente nulla, ma quest’anno non sarà una spesa che passerà inosservata quella per il cibo. In particolar modo per i prodotti natalizi per eccellenza: panettone e pandoro, con il dolce veronese che sembra essere il preferito degli italiani per il 2022. Preferenze a parte, il costo di un singolo panettone/pandoro sembra poter aumentare fino a picchi di quasi il 40% rispetto al 2021, con un +60% fatto registrare da particolari marche. Solitamente la spesa annua per questi dolci sfiora i 700 milioni di euro a fronte di 100 mila tonnellate di consumo. A causa dei rincari, a parità di consumo, la spesa per questi dolci potrebbe arrivare ad un aumento di circa 260 milioni di euro. Parlando di spese per gli alimenti, in generale, si evidenziano gli aumenti sul prezzo di carne (+10%), pesce (+22%), uova (+42%) e acqua minerale (+16%). 

In ascesa anche il costo di altri alimenti quali pasta, riso, pane e formaggi. Il latte arriva a sfiorare i 3 euro per litro. E le decorazioni? Anche qui il tasto è dolente, specialmente per quel che riguarda l’utilizzo della corrente elettrica per accendere le luci di alberi, presepi e addobbi luminosi di varia natura. Per fortuna i modi per tenere sotto controllo le spese per l’energia esistono e ci può venire in aiuto il web. Infatti, come sottolineano alcuni approfondimenti sui blog di settore, esistono diversi modi per risparmiare energia elettrica, uno dei quali è, ad esempio, la sostituzione delle antiquate lampadine ad incandescenza con quelle a tecnologia LED. Infine, sembra che i rincari vadano a colpire anche un altro settore già in discesa: quello dei regali. La spesa, infatti, è in costante diminuzione dal 2009, passando dai 14,5 miliardi di euro di allora ai 7,5 del 2021. Eppure c’è chi riserva un cauto ottimismo sulla questione, magari aspettandosi delle sorprese positive.

Rincari Natale 2022: colpa della speculazione

Certamente le contingenze esterne degli ultimi periodi a noi tutti note hanno influito con un certo peso sugli attuali rincari. Ma non possono essere da sole sufficienti a spiegare tale ammontare. Dunque, gli aumenti sui prezzi al dettaglio di alcuni prodotti sarebbero frutto di speculazioni. In particolar modo per quel che riguarda la vendita di alberi di Natale sintetici e luci, che, secondo il Codacons, sarebbero gli stessi venduti nel 2021 ma con un carico di prezzo maggiorato di circa il 40%, senza alcun apparente motivo. Neanche la crisi energetica spiegherebbe tale comportamento delle aziende sull’aumento dei prezzi della merce. Motivo per cui è stato più volte richiesto l’intervento della Guardia di Finanza per portare avanti indagini su tutto il territorio italiano, volte a capire quali siano le reali cause di questi abnormi quanto ingiustificati aumenti. 

Discorso che si può estendere tranquillamente anche al cibo. Lancia un allarme Assoutenti, che ha elaborato delle stime sull’ammontare generale delle spese degli italiani a Natale rispetto al 2021 a parità di consumi. Stiamo parlando di cifre che sfiorano i 340 milioni di euro per il solo cibo, con un costo complessivo per l’acquisto di generi alimentari pari a quasi 3 miliardi di euro, 2,8 per la precisione. Una situazione che potrebbe portare 3 famiglie italiane su 10 a ricompilare la lista della spesa per i vari pranzi e cenoni delle vacanze natalizie, cercando di risparmiare il più possibile senza rinunciare alla qualità. A peggiorare la situazione, infine, potrebbe essere il nuovo aumento delle accise che è scattato il primo dicembre e che dovrebbe portare, se non fermato in tempo, ad un ulteriore aumento dei prezzi al dettaglio, oltre che del carburante per chi deciderà di partire durante le ferie. Una cosa, però, è certa: al Natale non si rinuncerà mai.

 


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