I consiglieri di minoranza di Sperlinga esprimono rammarico per la chiusura della scuola dell’infanzia e chiedono la convocazione di un consiglio comunale

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Con una lettera aperta i consiglieri comunali di minoranza, Giuseppe Castello, Maria Di Pietro e Michele Guglielmo esprimono rammarico e vicinanza alle famiglie di Sperlinga, dopo aver appreso la notizia della chiusura della scuola dell’infanzia.

Vogliamo esprimere il nostro rammarico e la nostra vicinanza alle famiglie della nostra comunità per la notizia della chiusura della Scuola dell’Infanzia di Sperlinga. I nostri bambini non devono essere penalizzati perché vivono in un paese che risente dello spopolamento e del calo demografico, ma piuttosto devono poter godere delle stesse opportunità che ogni singolo cittadino ha.

Come recita l’articolo 34 della nostra costituzione: “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

Una scelta di questo genere, presa solo ed esclusivamente per motivazione di convenienza economica, non tiene assolutamente in considerazione quella che può essere la ricaduta sulle famiglie dei piccoli bambini colpiti da tale azione, ne dei disagi che alle stesse genera, tanto meno non si pone domanda alcuna sulla ricaduta che si genererà principalmente sugli stessi bambini che giornalmente saranno costretti a fare spola da Sperlinga a Nicosia.

Il futuro di una comunità, ancor più se di piccole dimensioni, non può esistere senza la presenza di giovani generazioni che vivono e studiano nei primi anni di vita scolastica  all’interno della stessa”.

Il gruppo consiliare di minoranza ha chiesto il 5 settembre la convocazione urgente e straordinaria del consiglio comunale di Sperlinga, per chiedere chiarimenti e delucidazioni su questa vicenda.



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