Omicidio Margani a Pietraperzia: udienza dedicata all’arringa difensiva dell’avvocato Timpanaro, sentenza prevista il 6 marzo

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Il 22 febbraio si è svolta presso il Tribunale di Enna l’udienza finale del processo contro Laura Di Dio, accusata dell’omicidio della suocera, Margherita Margani. L’evento tragico si è verificato a Pietraperzia il 4 febbraio dello scorso anno.

Laura Di Dio, una trentunenne di Pietraperzia, è accusata di aver ucciso la suocera, prima con un coltello da cucina e poi con una forbice mirata alla gola. La difesa di Di Dio è stata affidata agli avvocati Antonio Impellizzeri e Salvatore Timpanaro, mentre le parti civili sono rappresentate dagli avvocati Giacomo Pillitteri, Giuseppe e Angelo Maria Tambè.

Durante l’udienza del 17 gennaio, il pubblico ministero Michele Benintende ha richiesto una condanna a 18 anni di reclusione per l’imputata. Tuttavia, l’udienza del 22 febbraio è stata dedicata interamente all’arringa difensiva dell’avvocato Salvatore Timpanaro.

In un intervento tecnico durato oltre due ore, l’avvocato Timpanaro ha invocato tre attenuanti a favore dell’imputata, ritenute prevalenti sull’aggravante del rapporto di affinità: il vizio parziale di mente, la provocazione per accumulo e le attenuanti generiche. Se accettate dal giudice, queste attenuanti potrebbero portare a una significativa riduzione della pena richiesta dalla pubblica accusa.

L’avvocato Timpanaro ha sostenuto che il rapporto di affinità era solo “anagrafico”, non “effettivo” e tanto meno “affettivo”. Ha descritto Di Dio come la “succube”, il “soggetto debole-vulnerabile” e Margani come “l’incubo” a causa dei maltrattamenti subiti per oltre un decennio.

Al termine dell’arringa, Laura Di Dio, che è rimasta in silenzio durante tutte le udienze del procedimento, ha voluto fare delle dichiarazioni spontanee, limitandosi a ringraziare i suoi difensori, visibilmente emozionata.

Il giudice ha fissato l’ulteriore udienza del 6 marzo per le eventuali repliche del pubblico ministero e delle parti civili. I difensori dell’imputata hanno annunciato di voler esercitare il diritto di parlare per ultimi, come previsto dalla legge.

Dopo le eventuali repliche e controrepliche, il giudice si ritirerà in camera di consiglio. La sentenza sarà pronunciata nel pomeriggio del 6 marzo.



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