Nicosia, per quattro consiglieri comunali di minoranza il rendiconto 2018 non è stato regolarmente approvato

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Clamorosa nota inviata il 30 dicembre 2019 dai quattro consiglieri di minoranza, Sigismundo Li Volsi, Filippo Giacobbe, Luciana Spedale e Domenico Scavuzzo, che riguarda la mancata approvazione regolare del rendiconto di gestione 2018.

Questo fondamentale documento contabile era stato approvato il 20 novembre dal consiglio comunale, alla seduta erano presenti 16 consiglieri comunali. Il rendiconto di gestione 2018 secondo questa delibera venne approvato da otto consiglieri (Di Costa, Consentino, Castrogiovanni, Vega, Gentile, Bonelli, D’Amico, e Scinardi), cinque i contrari (Giacobbe, Li Volsi, Spedale, Scavuzzo e Balsamello) e tre gli astenuti (Trovato, Lo Votrico e La Giglia). A seguito di questo voto la presidente Annarita Consentino dichiarò il rendiconto approvato con gli otto voti favorevoli contro i cinque contrari.

Secondo i quattro consiglieri di minoranza, firmatari della nota, non si è tenuto conto degli astenuti che, sommati ai voti, contrari pareggerebbero i voti favorevoli rendendo non approvato il rendiconto di gestione. Il regolamento amministrativo degli enti locali in Sicilia prevede il quorum funzionale, necessario per all’adozione delle deliberazioni consiliari, all’articolo 184 si legge che “le deliberazioni sono adottate col voto della maggioranza assoluta dei presenti, salvo che la legge prescriva una maggioranza speciale”. In questo caso specifico, secondo i consiglieri di minoranza, l’atto sarebbe stato approvato se i voti di maggioranza fossero stati nove (maggioranza dei presenti) e non otto, nel computo andrebbero considerati anche i voti degli astenuti volontari che di fatto non hanno votato contro, ma nemmeno a favore. A favore della loro tesi i consiglieri richiamano due sentenze emesse dal Tar di Palermo e Catania.

Nella nota, inviata alla segretaria comunale, al sindaco, alla giunta, alla presidente del consiglio comunale, ai dirigenti comunali, al commissario ad acta, all’assessorato regionale Autonomie locali ed alla Corte dei Conti, i consiglieri comunali di minoranza chiedono ai destinatari di adottare tutti i provvedimenti necessari ed urgenti per procedere alla legittima approvazione del rendiconto di gestione 2018. Inoltre, invitano e diffidano la presidente del consiglio comunale ed il commissario ad acta ad attivarsi entro cinque giorni dal ricevimento della nota per convocare con urgenza il consiglio comunale che dovrebbe approvare il rendiconto di gestione.

Al di là della legittima disputa sia regolamentare che giurisprudenziale, non si comprende per quale motivo non si sia sollevata la questione il giorno dopo l’approvazione o ancora meglio nella stessa sera dell’approvazione, ma si siano attesi ben 40 giorni per sollevare la questione. Dopo l’approvazione del rendiconto 2018, si sono svolte diverse sedute e sono state approvate le variazioni al bilancio ed in queste ore anche i debiti fuori bilancio. La nullità dell’approvazione precedente renderebbe nulli diversi atti successivi e farebbe saltare diversi lavori già programmati ed approvati in giunta, e soprattutto non si potrebbe più utilizzare l’attivo di bilancio di quasi tre milioni di euro impiegato in diverse opere di manutenzione viaria o per opere agricole, in pratica a pagarne le spese sarebbe ancora una volta la città.

 


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