Nuove frontiere della cardiologia nelle terre di Cerere: il Rotary Club di Nicosia ospita due eccellenze della Cardiologia dell’Ospedale Umberto I di Enna

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Il 24 novembre si è svolto il primo Caminetto nella nuova sede del Rotary Club di Nicosia, dedicato al tema: “Nuove frontiere della cardiologia nelle terre di Cerere”. L’evento ha visto la partecipazione di due giovani e brillanti cardiologi, il prof. Marco Barbanti e il dott. Michele Di Silvestro, che lavorano presso il reparto di Cardiologia dell’Ospedale Umberto I di Enna e che sono docenti presso l’Università Kore di Enna.

I due relatori hanno illustrato le innovazioni e le competenze che hanno reso la Cardiologia di Enna una realtà di riferimento nel panorama regionale e nazionale, in particolare nel campo dell’emodinamica e dell’aritmologia. Hanno inoltre espresso il loro orgoglio di essere siciliani e il loro impegno a contribuire al miglioramento della qualità delle cure nella loro terra, nonostante le difficoltà e le tentazioni di trasferirsi all’estero.

L’incontro, moderato dal presidente del Rotary Club di Nicosia e presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Enna, dott. Renato Mancuso, ha suscitato grande interesse e curiosità tra i soci Rotariani e gli ospiti presenti, tra cui molti medici ospedalieri e di base. Al termine delle relazioni, si è aperto un dibattito appassionato e costruttivo, in cui si è evidenziata l’importanza di una corretta comunicazione e informazione in ambito sanitario, soprattutto per evitare le migrazioni sanitarie verso altre strutture.

Il presidente Mancuso ha sottolineato la trilogia del “Fare, Saper Fare e Fare Sapere” come momenti necessari e indispensabili in un virtuoso processo di crescita e miglioramento, a cui il segretario del Rotary, dott. Ignazio Di Stefano, ha aggiunto il valore del “Saper Essere”, particolarmente consono al vivere rotariano e all’impegno socio-culturale ed etico che caratterizza l’azione rotariana.

Infine, il presidente Mancuso ha ricordato come in un momento di grande incertezza sul futuro del Sistema Sanitario Nazionale, la presenza di simili punte di diamante che ne fanno ancora parte, possa lasciar sperare nel mantenimento di uno stato sociale improntato su equità ed universalismo delle cure, così come voluto dai padri costituenti all’art.3 della Costituzione.



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