Nicosia, presentato il restauro della tela “Il martirio di San Menna” del pittore Filippo Randazzo – VIDEO

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E’ stato portato a termine con successo il restauro di una delle opere più importanti del pittore nicosiano Filippo Randazzo, la tela “Il martiro di San Menna” è stata presentata sabato 16 febbraio presso l’auditorium del Museo diocesano di Arte sacra.

Dopo i saluti del vescovo della Diocesi di Nicosia, Salvatore Muratore, il primo intervento della serata è stato curato dalla direttrice del museo, Lella Russo. La professoressa ha voluto ringraziare tutti coloro che si sono adoperati per il restauro a cominciare dal Comune di Nicosia, dalla Confcommercio e dalla Pro Loco che con le loro donazioni hanno permesso il restauro dell’opera d’arte. La direttrice si è soffermata sulla figura di San Menna, il protagonista della tela del Randazzo, si tratta del santo più popolare in Egitto essendo originario di questa regione. Secondo alcune fonti fu un militare del III secolo, che rinunciò alla carriera per farsi eremita e fu martirizzato sotto Diocleziano, in Frigia una regione dell’odierna Turchia. Il suo culto in Italia risale alla guerra gotica del sesto secolo. L’ultima parte dell’intervento della direttrice Russo è stata messa fuoco la vita di Filippo Randazzo ed il periodo storico in cui è vissuto. Nacque a Nicosia nel 1695 e morì a Palermo nel 1748, è stato un pittore esponente del classicismo siciliano. Grazie al patrocinio del barone Antonio La Motta di Sant’Agrippina, si recò a Roma nella scuola di pittura “Accademia del Nudo” di Sebastiano Conca, il principale rappresentante del classico tardo barocco. Tornato in Sicilia lavorò nella sua città natale e poi a Palermo.

Il successivo intervento è stato curato da Enza Gulino che insieme ad Antonio Alaimo hanno curato il restauro dell’opera di Randazzo. Si è trattato in assoluto del primo intervento di restauro di quest’opera, un dipinto su tela di lino, con colori ad olio. La cornice in abete era particolarmente rovinata, presenta dopo il restauro una fine doratura riemersa dopo il lavoro svolto dai restauratori. Anche la particolare pulizia del quadro effettuata con diverse tecniche ora presenta dei colori più vivi che hanno fatto riacquistare una nuova vita all’opera, facendo riaffiorare dei particolari che prima erano nascosti dall’incuria del tempo.

L’ultimo intervento della serata è stato curato dal critico d’arte e curatore museale Antonio D’Amico. Del quadro non è stata ritrovata alcuna committenza, si presume che sia stata commissionata da un ordine religioso soppresso. La tela non era stata inventariata e si trovava presso la sagrestia della cattedrale di Nicosia. L’opera fu attribuita al Randazzo nel 1986 da Teresa Viscuso, docente universitaria di Storia dell’arte. Il curatore Antonio D’Amico ha tentato di datare l’opera di Randazzo attraverso uno studio comparato di altri suoi quadri presenti sia a Nicosia che a Palermo ed attraverso anche i quadri del suo maestro Sebastiano Conca e con il pittore di scuola napoletana Luca Giordano è giunto alla conclusione che probabilmente “Il martiro di San Menna” è databile intorno al 1742.

 


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