Leonforte, l’Istituto superiore Medi ha ospitato il seminario di studi “Filippo Liardo – Un museo ci vuole, un museo c’è“

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Sabato 16 novembre, nell’auditorium  dell’I.I.S “E. Medi” di Leonforte, si è tenuto un seminario di studi sul tema “Filippo Liardo – Un museo ci vuole, un museo c’è“ curato dalla prof.ssa Rosa Giangrasso, moderatrice della giornata.

Il seminario è stato introdotto dalla dirigente scolastica prof.ssa Lucia Squatrito, la quale ha presentato il progetto di riscoperta del pittore leonfortese Filippo Liardo come un tentativo di contrastare uno dei principali problemi che affligge il nostro territorio: l’esodo dei giovani all’estero.  “Scopo della giornata è rendere i giovani consapevoli dei tesori che la nostra terra nasconde” afferma la dirigente.

Il seminario si è articolato in due fasi.

Durante la prima fase, gli studenti  Alessandro Camiolo e Gaetano Livolsi e il signor Giuseppe Contino hanno ripercorso le principali tappe della vita e dell’evoluzione artistica dell’illustre pittore, che è stato definito “il fotoreporter di Garibaldi”. Oggetto della seconda fase del seminario è stata la creazione del “Fondo Liardo”,di cui ha parlato  la prof.ssa Giovanna Maria, ricordando che il fondo comprende 240 opere dell’artista. “Un vero e proprio tesoro nascosto, che da quasi quarant’anni anni si cerca di portare allo scoperto attraverso la creazione di un museo”. “Oggi finalmente un museo c’è. Si tratta di un Museo Multimediale sito nell’ex carcere del Palazzo Branciforti” afferma la prof.ssa Giangrasso “ed è stato realizzato grazie alla collaborazione degli studenti del nostro liceo con i volontari del collettivo Parco Sottarco”.

Il Museo (inaugurato a luglio) è stato presentato dalla prof.ssa Giovanna Falzone, insieme ai numerosi altri progetti che i volontari di Parco Sottarco portano avanti “passo dopo passo” per valorizzare il territorio in cui vivono. Dichiara Sofia Manno,una delle alunne che ha partecipato al progetto:  “Rispetto ad altre esperienze di alternanza scuola-lavoro , qui noi ragazzi abbiamo avuto un ruolo incisivo,che ci ha permesso di dare un esempio di cittadinanza attiva”.

Rossella Granata (V B Liceo Scientifico)

 


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