Mafia a Leonforte, lascia il carcere Alex Fiorenza “u stilista”. Fu arrestato dalla polizia nell’operazione Homo Novus

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Ha beneficiato della “buona condotta” e lascerà domani il carcere sardo dove ha scontato parte della sua pena. Torna in paese Alex Fiorenza “u stilista”, rampollo della famiglia mafiosa dei Fiorenza, capeggiata dal padre Giovanni, chiamato dai suoi fedelissimi “u sapienti”. Alex esce di prigione dopo 7 anni 3 mesi e 15 giorni da quel 20 settembre 2013 in cui la polizia gli strinse le manette ai polsi, nell’ambito dell’operazione antimafia “Homo Novus”. La giustizia lo ha condannato a 9 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso e tentata estorsione, ma il suo legale, il penalista leonfortese Ones Benintende, gli ha fatto ottenere la liberazione anticipata in virtù, per l’appunto, delle norme relative alla buona condotta carceraria. E così Fiorenza potrà trascorrere la Befana in paese. Lo farà da uomo libero, con le sole prescrizioni previste dalla misura di sicurezza della libertà vigilata per tre anni, disposta dai giudici in sentenza.

Il padre dello scarcerato nel 2013 aveva preso le redini del clan che un tempo aveva come referente suo cognato Rosario Mauceri, condannato in via definitiva all’ergastolo per aver organizzato e compiuto con dei complici un orrendo duplice omicidio, a giugno del ’99 nelle campagne di Nissoria.

Nell’organizzazione mafiosa del padre, Alex c’era dentro fino al collo. Il giorno del suo arresto la polizia diffuse un video che lo ritraeva. Ripreso dalla videocamera installata negli occhiali da sole della vittima, si vede il giovane mafioso, oggi non ancora trentanovenne, che illustrava le regole a cui avrebbe dovuto soggiacere l’imprenditore leonfortese per la cosiddetta “messa a posto”: sborsare somme di denaro in base alla sua disponibilità, darli a lui – in quanto suo paesano – e farlo a Natale e a Ferragosto.

Il clan Fiorenza, si ricorda, per un breve periodo ha cercato di imporre il pizzo con scarse fortune in paese, forte di un’investitura ufficiale ottenuta dall’allora capo provinciale, il boss Salvatore Seminara. Zio Turiddu benedì l’organizzazione leonfortese, in un momento in cui stava riorganizzando gli assetti mafiosi in provincia, dando il suo benestare direttamente a Giovanni Fiorenza, nel corso di un vertice riservato a cui “u sapienti” fu condotto da solo in macchina con tutte le precauzioni tipiche di Cosa Nostra, come nella trama di un vecchio film di Scorsese. Tornato in paese, lo comunicò festoso ai suoi “ragazzi”. La polizia li stava intercettando. Dopo qualche mese finirono tutti in prigione.

Da domani dunque Alex Fiorenza torna in città. Ha pagato il suo debito con la giustizia. Era finito sotto processo per un ulteriore episodio specifico attribuito al clan – le manovre con cui i mafiosi avevano impedito l’apertura di un’attività commerciale in paese – ma a differenza di quasi tutti gli altri imputati è stato assolto con formula piena.

Josè Trovato

 

 

 


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